
È passato circa un anno da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca e lo scenario internazionale è stato stravolto come in pochi potevano prevedere: dalle crescenti tensioni con l’Europa per via dei dazi, e ancor più per la sua retorica sulla Groenlandia, all’atteggiamento ambivalente nei confronti della Russia sulla guerra in Ucraina; dall’operazione in Venezuela per deporre Maduro all’imposizione della tregua tra Israele e Hamas, senza contare il suo comportamento in politica interna, che fa sempre più discutere, soprattutto per i controversi arresti dell’ICE.
Tra coloro che hanno provato a comprendere ciò che è successo in quest’ultimo anno, nel tentativo di prevedere possibili scenari futuri, figurano l’analista Francesco D’Arrigo, direttore dell’Istituto Italiano di Studi Strategici Niccolò Machiavelli, e il giornalista Tommaso Alessandro De Filippo, che collabora con i quotidiani La Ragione e Italia Oggi. Recentemente hanno scritto, con i contributi di altri autori, il saggio Minacce ibride, pubblicato da Paesi Edizioni.
La prima parte del libro racconta le origini del “fenomeno Trump”: non solo la biografia del tycoon, dalle origini familiari alle sue esperienze imprenditoriali e lavorative (che includono diversi progetti anche nel mondo dello sport), ma anche un riassunto della sua prima presidenza, conclusasi con l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Viene altresì fatta un’attenta ricostruzione storica delle radici dello slogan “America First”, già utilizzato nel 1916 dall’allora presidente Woodrow Wilson.
Successivamente viene raccontato il suo ritorno alla Casa Bianca, con tutte le incognite che esso ha presentato: in particolare, viene ricostruito il fallito attentato alla vita di Trump avvenuto nel luglio 2024 durante la sua campagna elettorale. Nel corso della storia americana non sono stati pochi i presidenti rimasti uccisi o feriti in attentati, ma in questo caso Trump è riuscito a sfruttare abilmente la situazione a proprio vantaggio. Secondo gli autori del volume, dicendo successivamente che il proiettile non l’ha ucciso perché “è stata la mano di Dio”, sarebbe riuscito a presentarsi come un “Messia” agli occhi dell’elettorato cristiano.
Vengono descritti diversi personaggi che hanno giocato un ruolo importante nel far rieleggere Trump e nel rimodellare la destra americana. Da un lato vi è l’influenza esercitata dalla cosiddetta “PayPal Mafia”, un gruppo di ex dirigenti e fondatori di PayPal che hanno avuto un ruolo chiave nel rimodellare la società americana e di cui i membri più famosi sono senza dubbio Elon Musk e Peter Thiel. Dall’altro lato, opinionisti e influencer conservatori con un grande seguito, come Ben Shapiro, che nonostante avesse criticato duramente Trump durante le elezioni del 2016, otto anni dopo ha cambiato idea appoggiando la sua candidatura.
Oltre a raccontare ciò che ha fatto nell’ultimo anno in politica estera, e in particolare per quanto riguarda la guerra in Ucraina e i conflitti in Medio Oriente, i due autori hanno anche provato a formulare ipotesi sui possibili scenari futuri. In particolare, prima ancora del suo crescente accanimento sulla Groenlandia e del suo recente discorso a Davos, D’Arrigo e De Filippo avevano già spiegato come, secondo loro, l’Europa non possa più fare affidamento sugli USA e sulla NATO per la propria difesa.
Minacce ibride non ha la pretesa di fornire un riassunto esaustivo di tutti i cambiamenti avvenuti nel mondo da quando il tycoon è tornato nello Studio Ovale, il che peraltro sarebbe impossibile (il capitolo sull’Iran, ad esempio, è stato chiaramente scritto prima delle recenti rivolte popolari contro il regime). Ma in un periodo in cui la storia corre a una velocità inarrestabile, è utile avere un libro per fermarsi un attimo a riflettere. Una bussola per orientarsi in mezzo alla confusione imperante.


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