


Un percorso sospeso sopra la Galleria Vittorio Emanuele II diventa l’occasione per osservare Milano da un’altra prospettiva, proprio nei giorni in cui il design occupa ogni sguardo. Tra restauro, arte, sostenibilità e nuovi usi del patrimonio, la Highline invita a riscoprire la città oltre la sua vetrina più nota.
Il titolo di questo racconto può apparire provocatorio, specialmente in vista dell’imminente Milano Design Week. Parliamo dell’evento internazionale per eccellenza, capace di trasformare l’intero tessuto urbano in un palcoscenico di design diffuso, dove l’attenzione è solitamente catalizzata da showroom, prodotti, progetti e installazioni più o meno “scenografiche, immersive o sostenibili”. Le virgolette perché ho usato parole, a mio avviso, ormai sinceramente abusate a proposito di installazioni. Eppure, proprio in questa frenesia, può farsi strada l’esigenza di una prospettiva diversa che consiglio di ascoltare.
Come accade spesso, non conoscevo questa esperienza finché non si è presentata un’occasione professionale. Sono stata invitata a scoprire la Highline Milano da Luce&Light, l’azienda che ha firmato il progetto di illuminazione di questo percorso. È stata la scoperta di un punto di vista privilegiato, ideale per chi desidera concedersi qualche minuto allargando e allungando lo sguardo sulla città.

In quei momenti, l’attenzione smette di concentrarsi esclusivamente sui singoli progetti o sui designer protagonisti del momento per abbracciare Milano come la città che contiene tutto questo. È l’occasione per osservare da vicino il luogo che ha saputo favorire e stimolare la nascita di un evento così partecipato e ancora inimitabile nel mondo. Salire sulla Highline significa comprendere come l’anima di questa metropoli sia il vero motore della creatività che invade le strade sottostanti, offrendo un respiro necessario per ammirare il panorama architettonico che fa da cornice al Salone del Mobile.
Una rinascita nel cuore della galleria
Inaugurata lo scorso 7 febbraio, la Highline Milano ha restituito alla città spazi inediti e, per molti, inaspettati della Galleria Vittorio Emanuele II dopo un importante intervento di restauro conservativo. Il progetto colpisce per la sua energia: a guidarlo è stato un team di giovani professionisti italiani under 35, che ha saputo reinterpretare il patrimonio storico con una sensibilità contemporanea.
Il percorso si sviluppa lungo la Skywalk, una passerella panoramica di oltre 250 metri sospesa a 40 metri d’altezza tra Piazza della Scala e Piazza Duomo. Camminare quassù permette di sfiorare le architetture della Galleria e di approfondirne la storia attraverso 50 pannelli informativi e un’audioguida narrativa originale, scritta da sceneggiatori cinematografici e interpretata da attori.
La sala degli orologi e l’ArtSpace
Una delle novità più affascinanti è l’apertura al pubblico, per la prima volta nella storia, della Sala degli Orologi. Questo ambiente storico, che un tempo custodiva i meccanismi capaci di regolare il tempo dell’intera città, è stato trasformato in un ArtSpace dedicato alle nuove generazioni.
Attualmente ospita la mostra “Il cuore di Milano tra passato, presente e futuro”, curata da Flavio Di Renzo. La rassegna espone oltre 60 opere che raccontano l’evoluzione urbana del centro cittadino, unendo il prezioso materiale iconografico dell’Archivio Storico Touring Club Italiano e di Publifoto alle reinterpretazioni dei giovani artisti dell’Accademia di Brera. È un dialogo continuo tra ciò che Milano è stata e ciò che sta diventando.


Luce, sostenibilità e visione
L’esperienza culmina sulla Terrazza Panoramica, un rooftop finora nascosto proprio sul tetto della Galleria, con una vista inedita sulla Madonnina, raggiungibile anche attraverso un nuovo ascensore panoramico in vetro.
Oltre al valore estetico, il progetto si fonda su pilastri solidi come la territorialità e la sostenibilità. Lungo il percorso si incontrano le aree Clouds, piazzole immerse nel verde pensile realizzate con criteri di eco-progettazione. Un ruolo fondamentale è giocato dalla tecnologia: il nuovo impianto di illuminazione firmato Luce&Light non solo valorizza le forme architettoniche del monumento, ma riduce i consumi di oltre il 70% rispetto al passato.
A questo si aggiunge un impianto fotovoltaico da 15 kWp, il primo installato su un monumento storico milanese, a dimostrazione di come la tutela del bello possa procedere di pari passo con l’innovazione energetica.



Un nuovo scopo per il patrimonio
Salire sulla Highline significa comprendere come l’anima di questa metropoli sia il vero motore della creatività che invade le strade sottostanti durante la Design Week. Come sottolineato da Matteo Occhipinti, Head of HIGHLINE, l’obiettivo non è solo conservare, ma immaginare un nuovo scopo per il patrimonio culturale, rendendolo un luogo di sviluppo creativo e dialogo con il presente.
Per chi sarà a Milano tra il 20 e il 26 aprile, quindi, un’occasione per concedersi il respiro necessario per ammirare il panorama architettonico che fa da cornice al Salone del Mobile; per tutti gli altri, una tappa da aggiungere alla visita della città.
Qualche suggerimento pratico per il lettore
• Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00.
• Accesso: i biglietti sono disponibili sul sito ufficiale di HIGHLINE Milano (highlinegalleria.it) o su TicketOne.
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