1 ha pensato a “Mentre la società si concentrava sulla violenza simbolica, tornava quella reale

  1. Per chi come me, ha seguito le vicende di Cambridge Analytica e di Bannon/Nix, (2013-2017) non c’è un rapporto di causa effetto, ma di controriforma progettata a tavolino e teorizzata da Bannon in termini abbastanza chiari. L’alt right internazionale, e anche alcune autocrazie come quella russa, hanno identificato i temi woke come trigger capaci di alimentare “la ribellione” al politically correct, una ribellione genuinamente violenta, antipolitica, populista (ma si potrebbe dire lo stesso del green deal, ridotto al tappino della bottiglia di plastica e alla fake news della Tesla che prende fuoco). Nel farlo hanno fatto leva sugli aspetti paradossali del fenomeno (“i gay vogliono far diventare gay i nostri figli”, “le sfilate di moda sono la dittatura del cattivo gusto omosessuale che vogliono imporre a tuttu come cultura gender”, “la natura sarebbe binaria”, “lo straniero inquina la cultura dominante con la sua diversità”… ). La violenza è stata cercata e fomentata, non è il contraltare automatico del fenomeno, ma si è operato sulla diffidenza verso l’evoluzione della sensibilità sociale nel mondo occidentale per tirare il freno, gruppi di psicologi hanno studiato i 5 bias cognitivi della persona media, e sono stati utilizzati costruendo sui social un certo tipo di narrazione e di consenso, con investimenti di centinaia di milioni di euro di cui hanno beneficiato i grandi capitalisti dell’high tech (Zuckerberg in primis, con Trump 1.0, ma poi anche Musk, Bezos, Alphabet… tutti alla corte di King Donald II il giorno dopo l’ultima vittoria elettorale)

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