5 pensieri su “Mentre discutevamo di Schwa, tornavano i carri armati

  1. Certi intellettuali ed esponenti politici hanno giustificato (ingenuamente o per interesse, dipende dai casi) certe dittature per tentare di conservare lo status quo fragile del diritto internazionale e la pace nelle aree più interessate al mondo occidentale. Ebbene, questo non è servito.
    Ora prendano atto che la situazione da qualche anno è cambiata e non si può fare altro che reagire e difendere ciò che loro suddetti (forse) e noi altri crediamo sia vitale per salvaguardare la democrazia, i suoi valori e i diritti che la caratterizzano. E anche una pace di lungo termine.

  2. Caro Alfonso, ho l’impressione che la categoria d’intellettuali che ama disquisire di simili dilemmi usando le parole come un martello sia stato da tempo sostituita da ondate di loro followers e seguaci, a loro volta terreno fertile per nuove scie d’intellettuali pronti a cavalcare l’onda in una catena destinata a replicarsi. Mi pare cioè che sia agli sgoccioli l’epoca in cui gli intellettuali avevano la capacità d’immaginare e fornire nuove prospettive teoruche per interpretare la realtà, dato quando appena vi riescono vengono travolti dell’onda che producono e che è destinata a travolgerli travisandoli.

  3. Ottimo articolo ma. Ma in esso manca, a meno che non mi siano sfuggite, tre parole: “prevalentemente di sinistra”. E lo dico con tristezza perché, come scrive giustamente l’autore “una parte consistente dell’opinione pubblica guarda ormai gli intellettuali con sarcasmo o aperto disprezzo”. E questo disprezzo porta con sé il rischio (in alcuni casi già concretizzato) di una decisa deriva verso posizioni di estrema destra. Il pendolo non si ferma mai al centro. A scanso di equivoci, il sottoscritto si considera di centro-sinistra.

  4. Buongiorno Alfonso Lanzieri.
    Ho messo un “mi piace”, ma non basta.
    Questo articolo merita un monumento, visitato da tutti (senza l’aggiunta di tutte).
    Ecco, pregherei TUTTI (intesi come genere umano) di rivolgersi ad un pubblico presumibilmente misto con un TUTTI ecumenico ed onnicomprensivo.
    Le distinzioni di genere e i generi misti altro non sono che la manifestazione dello spirito aggressivo e antagonista che poi anima le guerre.
    Grazie.
    Nadia Mai

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