2 pensieri su “Meloni contro Sánchez: la crisi che trasforma Schengen in un’arma politica

  1. Piccola annotazione a margine, che non c’entra con Schengen ma c’entra con quanto scritto nell’articolo: a Ceuta la maggior parte sono rientrati, ma quelli rimasti sono i più violenti e pericolosi, e si stanno dando molto da fare a dimostrarlo.

  2. Lamentarsi ora della regolarizzazione spagnola è solo pretestuoso per colpevolizzare maggiormente il governo spagnolo, che avrà anche delle responsabilità sulla gestione dei controlli dei propri confini ma non prendendo fatti anteriori non correlati con quelli odierni.
    Bisognava attivarsi prima in quel caso ed esporre perplessità e reclami nelle sedi opportune, ma si sa ormai le fazioni populiste vivono anche di questo pur di restare in cima ai riflettori e il governo Meloni inoltre ha grosse difficoltà a contenere la propaganda di altri soggetti concorrenti però convergenti su certi temi che stanno emergendo nel panorama politico.
    Quindi serviva prendere la “palla al balzo” dei fatti di Ceuta e proclamare la temporanea sospensione di Schengen.
    Infine, Bruxelles potrebbe e dovrebbe intervenire idealmente in una situazione politica europea normale a redarguire il governo italiano sulla sua decisione unilaterale senza consultare le istituzioni europee, ma dato che la situazione tanto normale più non è da tempo in Europa paradossalmente (ormai neanche più di tanto a dire la verità) tali interventi ed eventuali sanzioni potrebbero dare maggiore impulso ai partiti estremisti nazionalisti europei per guadagnare ulteriori consensi tra i cittadini indecisi o dubbiosi e quindi rendere ancora più agevole la loro ascesa verso la possibilità di governare.

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