

A New York vince Zohran Mamdani, musulmano, eletto con un programma radicale che ha promesso di riequilibrare le differenze economiche e sociali, favorire l’immigrazione, ridurre drasticamente l’azione della polizia della quale secondo la legge negli Stati Uniti il sindaco è responsabile e affrontare il problema delle abitazioni non più accessibili ad una larga parte della popolazione a causa della crisi dei mutui.
La città nella quale è concentrato un enorme potere finanziario anche ebraico, che ha visto nel 2001 l’orrore delle Torri Gemelle crollare sotto i colpi del terrorismo islamico, che ha nel suo DNA da sempre contraddizioni ed eccessi che l’hanno resa famosa nel mondo per la sua vitalità, ha scelto il protetto di Ocasio-Cortez e di Sanders, gli esponenti più a sinistra di un Partito democratico lacerato e fino a ieri balbettante.
Una svolta che merita di essere analizzata e non solo spiegata dalla debolezza degli altri candidati, in particolare di Andrew Cuomo.
Mamdani è stato votato soprattutto dai giovani, gli stessi probabilmente che hanno riempito le università americane al grido di “Palestina libera”, traducendo quella loro aspirazione in una lotta contro le élite, contro i ricchi e, nella lettura più radicale della cultura woke, contro tutto quello che è sinonimo di “supremazia bianca”.
Che all’elezione di Trump e al vento che ha soffiato negli Stati Uniti e anche in molti paesi europei dovesse ben presto corrispondere un altrettanto forte movimento di estrema sinistra, simile nell’accogliere proposte populiste ma di segno opposto a quelle di destra, era prevedibile. Come era ovvio che il movimento pro-Pal sarebbe stato il primo nucleo di un nuovo partito che presto avrà connotazioni globali e che si affiderà a figure, come nel caso di New York, prontissime ad annacquare senza distinzione anche la parte positiva dei valori occidentali.
Così come il populismo di destra ha assunto atteggiamenti che in alcuni casi hanno fatto pensare ad un attacco diretto all’indipendenza degli organi democratici, altrettanto quello di sinistra si costruirà sulla negazione della storia dell’Occidente ritenuto colpevole nei secoli di discriminazioni e guerre.
In alcune università americane e in molte università anglosassoni la cultura umanistica è scomparsa dai programmi lasciando il posto a studi che riguardano popoli lontanissimi, ma che hanno avuto il merito di liberarsi da forme di schiavitù o di colonizzazione. Non si insegna l’Illuminismo, non si studia il ’900, sebbene quest’ultimo sia stato il secolo che ha visto il trionfo dei diritti e dell’uguaglianza in tutto il mondo libero, e si sostituisce tutto ciò con una superficiale lettura globale della storia mondiale il cui unico obiettivo è soffocare qualunque connotazione positiva legata all’identità di chi è nato e vissuto in Occidente.
Riuscirà il nuovo sindaco di New York a rendere ancora più woke la città? Sarà questa la strada per una politica più giusta ed equa? Quello che è certo è che oggi è nato un nuovo corso politico che ben presto arriverà in altre città americane e in Europa, dove sarà favorito da una crescita economica ormai quasi inesistente, e tra estrema destra ed estrema sinistra pagherà il prezzo più alto chi ancora crede, e forse non sono pochi, che la buona politica non sia la perenne rincorsa alle pulsioni della rete.
Le disuguaglianze sempre più ampie che caratterizzano la nostra epoca non potranno essere corrette né dall’estremismo di sinistra che perlomeno a parole il nuovo sindaco di New York promuove, né da quello di destra che le asseconda, ma solo dal ritorno di una classe dirigente qualificata, capace di esprimere un’azione a lungo termine e di confrontarsi anche con una lettura etica delle proprie scelte.
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Mamdani è un islamico, per giunta legato alla fazione terrorista dei Fratelli Musulmani: qualunque etichetta ci appiccichi sopra, non è altro che una semplice maschera.
Credo che la lettura dell’elezione del nuovo sindaco di New York, come un’affermazione dell’estrema sinistra negli Stati Uniti sia un totale abbaglio. In ogni caso, una semplificazione poco utile per la comprensione degli eventi.
Perché lei trova che Ocasio Cortez e Sanders non siano la componente di sinistra del Partito Democratico?E’ stato eletto grazie a molti fattori ma certamente con molte promesse che poco si incontrano con l’ala centrista del suo stesso partito
(Daniela Martino)
Purtroppo, se la comprensione dell’economia si riduce a clip virali su TikTok, i risultati non possono che essere questi. New York è universalmente riconosciuta come una delle città più tassate d’America, eppure persiste l’illusione, alimentata da una certa retorica politica, che si possa ulteriormente aumentare il carico fiscale per finanziare servizi completamente gratuiti. Difficilmente si è assistito a un programma politico più sconsiderato di quello proposto da Mamdani, un approccio così estremista da far quasi rimpiangere, per paradosso, le prime disastrose gestioni economiche del Venezuela di Chávez. Eppure, la cosiddetta “stupid generation” sembra crederci ciecamente. Il risultato, tuttavia, appare già scritto: un inevitabile fallimento. I numeri parlano chiaro e svelano la fragilità di questo sistema: l’1% dei contribuenti newyorkesi fornisce il 50% del bilancio comunale. Questo plotone di contribuenti ultra-ricchi ha la facoltà di spostare la propria residenza e i propri investimenti in qualsiasi momento, e la città non ha strumenti per trattenerli. Il sindaco Eric Adams lo aveva compreso perfettamente, lanciando un monito inequivocabile: “Non voglio che i nostri migliori contribuenti se ne vadano”. La mediocrità politica e le proposte di Mamdani sono tollerabili solo a patto di essere in uno stato di allucinazione. È vero, sostengono che sia un comunicatore efficace, ma ciò che veicola sono nient’altro che scempiaggini economiche fallimentari. La previsione a lungo termine è desolante: nell’arco di un decennio, i milionari avranno trasferito le loro ricchezze altrove, e gli elettori che oggi sostengono queste politiche si ritroveranno ai margini della società. La ragione è semplice quanto ineludibile: l’unica vera garanzia per salari più alti e un benessere diffuso è un’economia dinamica e attrattiva per i capitali, non la stagnazione indotta dalla politica e la conseguente fuga di capitali. Ma questa fondamentale lezione economica sembra impossibile da spiegare a quella che, con amarezza, viene definita la “stupid generation”.
Parole sante.
La democrazia, da oggi ufficialmente, è in mano ad abili influencer con ottimi igienisti dentali. Ovviamente sono solo burattini, che una modifica dell’algoritmo potrebbe far crollare inerti sul palcoscenico in qualsiasi momento.
Pienamente d’accordo. Partendo dal presupposto che la stragrande maggioranza degli umani nasce con un cervello con logica mentale conservatrice, quello che abbiamo visto è il classico esempio in cui a una estremizzazione dei conservatori con ideologia di destra, religiosa e sovranista, si contrappone una estremizzazione dei conservatori con ideologia di sinistra, socialista/comunista, populista. Il risultato non sarà nulla di buono per il genere umano, proprio perchè sarà solo una contrapposizione tra visioni ideologiche e non razionali e realistiche. Come poi sempre accade, ne avranno i benefici le solite elite o caste che cavalcheranno questeseudorivoluzioni, dove tutto sembra cambiare ma nulla cambia veramente, perchè non è nelle corde dei cervelli conservatori avere visioni innovative .