Inoltràti!
Ferragosto incombe, ma la guerra continua. E così gli aggiornamenti di Majakovsk. Il raid ucraino a Kursk è sicuramente la novità più importante, che attenua almeno le avanzate russe in Donbas.
Nella comunità degli analisti si è scatenato un acceso dibattito (per alcuni molto emotivo) sull’opportunità o meno di questa sortita.
Alcuni, come me, temevano fosse una gita simbolica come le due precedenti quando invece si è dimostrato un’offensiva in grande stile. Altri sono preoccupati proprio per la portata dell’attacco, che distrae giocoforza unità alla difesa di un fronte che, da parte ucraina, soffre della mancanza di nuove reclute.
Intanto però ormai il dado è tratto, e putin sicuramente esce indebolito e umiliato da questo assalto.
Vi lascio senz’altro alla lettura
Camillo
Riassunto con leggero ritardo (dovuto sia agli eventi che al periodo estivo) degli ultimo 9 giorni . Fatto saliente rimane l’Offensiva di Kursk lanciata dagli ucraini oltre confine.
Restano valide le considerazioni fatte a caldo l’8 agosto e che potete leggere qui:
Analisi inizio invasione Kursk
Aggiungo a quanto scritto, a distanza di una settimana, alcuni punti
- Ucraini dopo aver sfruttato le capacità di manovra ed effetto sorpresa, hanno iniziato una fase di consolidamento, che è preludio probabilmente a nuovo allargamento
- Riserve russe stanno arrivando con una certa lentezza. Molti si aspettavano tempi più brevi, ma le riserve in zona sono riserve più che altro di fanteria, con scarse capacità di contrasto di brigate meccanizzate. Russi hanno iniziato a spostare unità da Karkhiv (Nono Reggimento), Kupyansk, Bakhmut (unità della 200esima Brigata artica) e qualcosa anche da Donbass tra le unità di riserva (15esima Brigata fucilieri motorizzati). Non sono stati spostati VDV, cosa che ci si poteva aspettare visto i tempi sostanzialmente brevi per poter spostare unità aviotrasportate. È evidente che la russia sta muovendo prima unità già in riserva e unità dai fronti secondari, ma non ancora unità di grandi capacità di combattimento per non privare del loro apporto i fronti principali.
- Uso ridottissimo di FAB e di artiglieria da parte russa. Il primo è indotto dalla natura dell’arma stessa. FAB sono bombe plananti ad alto potenziale, ma con una precisione sostanzialmente bassa. Un conto è usarle in terra ucraina, un conto usarle su terreno russo. Il rischio di spianare un intero villaggio russo con FAB non è un rischio politicamente sostenibile. Per artiglieria conta un po’ lo stesso discorso per i villaggi, anche se qui sembra ci sia una penuria sostanziale dato che praticamente tutte le brigate di artiglieria sono al fronte e toglierle andrebbe a depotenziare la copertura delle offensive russe in questo settore. L’uso prevalente di Lancet e Iskander è un modo per cercare di sopperire a queste due mancanze che favoriscono di fatto ucraini.
- Fog of War. L’Opsec lato ucraino è molto stretta, mentre sul lato russo c’è stato un “mandato” ai propagandisti russi di descrivere situazione migliore di quello che è. Quindi ci si deve affidare più che altro a geolocalizzazioni e report, che però arrivano in ritardo.
- Durata operazione. Russi stanno scavando trincee a Nord, il che indica che non sono sicuri di poter respingere ucraini in breve tempo. Ho sempre pensato a questa operazione, molto mobile e ben congeniata, come un operazione a tempo. Credo però che le minore capacità russe di artiglieria ed aviazione su terreno russo, possano dare agli ucraini ancora un vantaggio per estendere le aree di controllo. Difficile in questo momento dire quanto gli ucraini resteranno in questa zona, se riusciranno a consolidarla o se prima o poi si ritireranno archiviando i risultati politici e militari dell’azione.
- Come detto nell’analisi, azione si affianca e supera la logica del logoramento, decantata da tanti analisti ed esperti, che mostra la corda dopo anni di avanzate russe se presa come unica esigenza strategica. La guerra moderna è movimento e sorpresa, e l’affiancare alle pur esistenti tattiche di logoramento azioni del genere è un azzardo positivo.
- Sull’efficacia a lungo termine è difficile pronunciarsi, ma gli effetti nel breve sono positivi. Gli Ucraini dimostrano all’Occidente di essere ancora “vivi”. Dimostrano i limiti dell’apparato difensivo russo e della russia. Alzano così il morale e smentiscono tutti quelli che pensavano che la guerra fosse già finita. Vedremo se tutto questo reggerà alla prova della realtà dei prossimi giorni, settimane e mesi.
Fronte di Kursk
Gli Ucraini hanno lanciato offensiva a sorpresa ad inizio della settimana, assicurandosi un’avanzata sostanziale in terra russa. Sotto trovate le maggiori direttrici d’attacco come sono state individuate sino a oggi.

Fronte di Kharkhiv
Nessun cambiamento sostanziale, da segnalare un paio di offensive da parte russa a sud di Gliboke respinte dagli ucraini.

Fronte di Kupyansk, Svatove, Kreminna
Fatti salienti della settimana la caduta di Novoselivke (che aveva resistito a lungo e che è un punto sopraelevato) e di Tabaivka. Russi sono all’offensiva in questo settore dopo la caduta di Pishchane e stanno sfruttando la caduta del villaggio per allargare il fronte fino da Kolatyrivka a Stelmakhivka.

Fronte di Siversk
Poco da rilevare se non i consueti attacchi russi a Spirne e qualche avanzamento russo a nord di Razdolivka.

Fronte di Bakhmut
I Russi non riescono al momento a consolidare tentativi di attestarsi presso il canale e quindi hanno allargato azione (in realtà forse è un movimento già di alcune settimane fa) verso Hryhorivka.
Più a sud da segnalare scontri ad altezza 215 sopra Klishivka. La situazione è poco chiara, media russi dicono di aver preso collina, ma ancora mancano prove visuali oltre qualche BPM distrutto in zona. In ogni caso ormai grey zone è come intero villaggio e zona di Klishivkha in attesa di chiarimenti.

Fronte di Horlivka
Di fatto è già cominciata Battaglia di Toreck , i Russi sono riusciti a penetrare nella periferia di Toreck da Pivchine, mentre sono avanzati sia a Drazha che Zalizne.
Anche in zona Niu York russi hanno preso scuola numero 38, per essere poi respinti dagli ucraini, ma la situazione rimane difficile.
Molto probabilmente i Russi riusciranno ad unire i due settori, quello di Zalizne e Niu York per attaccare Toreck su due lati.
Da seguire anche avanzate verso Oleksandropil e Pantaleimonivka.

Fronte di Donetsk
Si tratta del fronte, assieme ad Horlivka, dove gli ucraini sono in maggiori difficoltà. I russi sembra abbiano interrotto proiezione verso Sud, in aggiramento della linea dei bacini idrici, per puntare invece verso Nord e verso Provorsk.
Probabile che l’idea sia quella di avvicinarsi alla città per iniziare l’assedio e la battaglia durante l’inverno, quando la mobilità è minore e l’avvicinamento più difficile. In questo sono favoriti da morfologia della zona che non ha molte colline a protezione.
Provosk rimane di per sé ben difesa, ma avvicinamento permetterebbe di mettere la città sotto fuoco di artiglierie e sotto FAB. Intanto è iniziata battaglia per Grodivka che è villaggio un po’ più grande dei precedenti, posto davanti alla linea difensiva ucraina della zona.
Più a sud, credo che le colline Novohodrivka possano essere un buon punto di difesa, mentre la parte più vicina ai bacini idrici è probabilmente, a tendere, persa.

Fronte di Vulhedar
Russi sono riusciti a sbarcare fanteria nella periferia est di Kostyantinivka, ma probabilmente non in modo sufficiente per garantirsi sostanziali avanzate.
Anche ieri grosso attacco meccanizzato (con molte perdite di mezzi) respinto su praticamente tutto il fronte, indica che posizioni sia in città non sono consolidate e tantomeno è stata raggiunta autostrada.

Nulla da segnalare nei fronti di Zaporiggia e Kherson.
That’s all, folks!

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