Le parole di Macron hanno irritato sia Mosca che Washington, questo è chiaro dalle pronte dichiarazioni in merito, che – per l’unica volta dall’invasione dell’Ucraina – hanno trovato America e Russia concordi: un “no” secco all’ipotesi di un sostegno diretto dell’Europa all’Ucraina.
Forse, a pensarci bene, era proprio quello l’obiettivo di Macron. Perché sì, per quanto di difficile (se non di impossibile) realizzazione, quell’Europa militarmente e decisionalmente indipendente terrorizza queste due superpotenze che hanno fatto del conflitto in Ucraina un testa a testa. In fondo, un’Europa militarmente mollacciona, politicamente divisa e decisionalmente lenta conviene sia a Putin (che non la ritiene un serio contendente) che agli Usa (che della Nato sono i condottieri). Che esista una sudditanza esistenziale dell’Europa rispetto agli USA è un fatto, e in fondo – per decenni – ha fatto comodo un po’ a tutti i partecipanti: all’Europa che poteva concentrarsi nel diventare una superpotenza economica ed industriale senza preoccuparsi troppo della difesa; ed agli USA “guardiani del mondo”, contenti di occuparsi della difesa pur di avere partner economicamente solidi mantenendo il primato decisionale sulle grandi questioni geopolitiche.
Le parole di Trump, con il suo invito a Putin di fare dell’Europa quello che avrebbe voluto, per quanto paradossali e rivolte ad un pubblico MAGA, hanno lasciato un segno sui leader europei. Non sono però tanto la causa del risveglio quanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il ritiro degli USA dalle proprie sfere d’influenza non comincia con Trump ma con la crisi finanziaria del 2008 e le politiche pasticcione di Obama. Semmai, si può dire che l’Europa ha dormito per 16 anni, mentre il proprio guardiano abbandonava il Medio Oriente, lasciava Putin prendersi un pezzo di Georgia, la Crimea ed il Donbas mentre rivolgeva le proprie attenzioni all’Asia. L’Africa, in particolare, arraffata da Russia e Cina, ha visto soprattutto la Francia nella parte della bella addormentata e non è un caso che sia proprio Macron a prendere l’iniziativa sul ruolo dell’Europa.
Il risveglio è stato lento e anche se non si è ancora tradotto in fatti, esiste come consapevolezza. Così si è arrivati alla conclusione che non solo l ’Europa sonnacchiosa è soggetta all’instabilità della politica interna americana ma è anche potenzialmente trastullo dei russi. D’altra parte un’Europa militarmente potente e indipendente sbaraglierebbe tutte le carte in tavola.
Ed è proprio quello che fa Macron gettando l’esca. E non ha importanza che tra i leader europei non ci sia unità; è irrilevante che per mettere in atto quello che propone occorrerebbe quantomeno un miracolo; non importa perché quello che lascia il segno è il messaggio; è l’immagine di un’Europa che, a prescindere dalla Nato, a prescindere dagli USA, decide d’inviare truppe in Ucraina.
Ebbene sì, ora sia per Putin che per Biden la questione si fa seria. Putin perché vedrebbe sfumare il principale vantaggio che ha: quello numerico; Biden perché se la Russia attaccasse uno dei paesi coinvolti, appartenente alla Nato, si vedrebbe trascinato in un conflitto suo malgrado. Agli USA verrebbe tolto il potere decisionale. Non sarebbero più loro a gestire il conflitto. Ma non solo, lo scenario potrebbe ripresentarsi in modalità speculare in merito a Taiwan, con Giappone e Corea del Sud severamente danneggiate e militarmente esposte in caso di un attacco della Cina che – seguendo la linea europea – potrebbero assumere l’iniziativa in caso di una riluttanza degli USA all’intervento. Anche lì, se l’Europa facesse da battistrada, si potrebbe assistere ad uno scenario in cui gli USA sarebbero costretti ad intervenire senza avere il primato decisionale.
La mossa di Macron ha tutta l’aria di voler sollecitare l’immaginario delle parti in causa rispetto ad un’Europa già economicamente e industrialmente potente che scegliesse di presentarsi anche militarmente e decisionalmente rilevante.
Lo scenario, naturalmente, sarebbe quello di una terza mondiale (cosa che nessuno vuole), ma il punto della deterrenza è tutto qui. La deterrenza della Guerra Fredda risiedeva in un equilibrio tra due super potenze basato proprio sullo spettro di un conflitto mondiale. Con una Russia oggi attiva in un conflitto, nella parte d’invasore, ed un’America al meglio prudente, al peggio incagliata, l’asse degli equilibri sta venendo a mancare e l’Europa può offrire da contrappeso.
Più che a Putin o ai partner europei, le parole di Macron sembrano indirizzate agli USA. Il messaggio sembrerebbe quello che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca: un’Europa che si attiene alle decisioni dell’America e un’America che non è pronta a quel “whatever it takes” di cui Ucraina ed Europa hanno oggi bisogno.
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Non credo sia da escludere che tale mossa possa provocare un piccolo shock in USA e spingere a darsi da fare, sul fronte ucraino per lo meno
Grazie per l’informazione è l’analisi preziose. Nadia Mai
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