9 pensieri su “Macron e la questione del riconoscimento dello Stato palestinese

  1. Forse pensano che riconoscendo loro uno Stato, i palestinesi emarginerebbero gli estremisti e si convincerebbero di vivere in pace con il vicino Israele.
    Ma la questione del potere tra i palestinesi non è così banale e scontata.
    Bisogna guardare alla realtà e capire che c’è una dittatura che opprime e obbliga la popolazione al martirio, riuscendo a convincerla che la soluzione ai loro problemi è la distruzione di Israele. Non so come pensano di credere a una cosa del genere, eppure funziona ancora oggi. Vedremo come si evolverà la situazione.

    Nel frattempo La ringrazio per questo scambio di risposte e per il tempo che ha dedicato.
    Ai prossimi articoli eventualmente.

  2. A parte Hamas, l’Autorità Palestinese come si pone nei confronti di Israele e viceversa?
    C’è un riconoscimento reciproco?
    Inoltre, l’Autorità Palestinese sarebbe in grado di governare l’area di Gaza (ci sono difficoltà già in quella della Cisgiordania) e di isolare le milizie estremiste compresa Hamas? Come viene vista dalla popolazione palestinese? Ha legittimità e riconoscimento?

    1. La questione del riconoscimento di Israele da parte dell’Autorità palestinese si può sintetizzare, nella brevità possibile qui, in questa formula: l’Autorità palestinese prende atto dell’esistenza dello Stato di Israele. Ciò è ben diverso dal riconoscere il diritto di Israele di esistere come legittima organizzazione del popolo ebraico. Sulla questione del territorio: si sentono voci affermare che il riconoscimento dello Stato arabo di Palestina sarebbe limitato alla Cisgiordania, governata dall’Autorità palestinese. Il territorio dello Stato arabo-palestinese, però, include Cisgiordania e Gaza. Ciò significa che il riconoscendo Stato arabo-palestinese non solo ha confini incerti (altra materia che la lettera di Macron lascia nell’indeterminatezza) e in Cisgiordania è diviso in tre settori, ma è amministrato da due governi contrapposti: l’uno (ANP) di fatto incapace di agire, l’altro (Hamas) è un gruppo terrorista al quale non si può nemmeno disconoscere la legittimità della salita al potere, perché votato a maggioranza relativa dagli elettori nelle elezioni parlamentari del 2006; oggi la si potrebbe contestare poiché la legislatura è ampiamente scaduta senza nuove elezioni, ma nulla si muove. Da ciò nasce la carenza di requisiti oggettivi che, come scrivo nel testo, dovrebbe sconsigliare ogni riconoscimento di uno Stato arabo-palestinese oggi. Sull’umore della popolazione verso Hamas: il suo potere sostanziale sul territorio si sta indebolendo, ma la presa morale (se così si può chiamare) sulla popolazione è ancora forte, non solo nei territori, ma anche presso l’opinione pubblica e i decisori politici occidentali, come attesta, indirettamente, anche la decisione di Macron.

      1. A questo punto per avere una possibile creazione di uno Stato palestinese legittimato anche da Israele, è necessario che l’ostilità e il terrore di Hamas e di altri attori cessino definitivamente e si pongano le condizioni per futuri trattati di pace e di collaborazione commerciale che non debbano essere violati.
        Oppure l’eradicazione totale di Hamas e dei vari gruppi estremisti nell’area, ma sembrerebbe essere un’impresa molto difficile. Forse nel lungo termine partendo da veri trattati come scritto sopra.
        Non penso ci sia un’altra via di convivenza pacifica per entrambe le parti.

      2. E’ esattamente così, e non da ieri. Anche per questo, la decisione della Francia, come di qualunque altro Paese, di riconoscere uno Stato arabo-palestinese oggi si converte in una tacita approvazione delle condotte di Hamas. Il presupposto dovrebbe essere: o cessano le violenze contro Israele (e il terrorismo internazionale da lì derivante) o non si riconosce uno Stato arabo-palestinese, tertium non datur. Il fatto che circa 3/4 degli Stati del mondo abbiano già riconosciuto i territori arabo-palestinesi come Stato ignorando questo aut aut e nulla sia cambiato – anzi, Hamas ha visto il suo consenso locale e globale solo rafforzarsi, con conseguente inasprirsi delle violenze sino al culmine del 7 ottobre – è la miglior prova che la confusione su questi principi di metodo, oltre che sul merito della questione, genera solo malanni.

  3. Macron deve tener buoni i suoi islamici, che sono tanti, e possibilmente intercettare il loro voto. Deludente sotto molti aspetti.

  4. Grazie per l’articolo, molto lucido e chiaro
    C’è peraltro un punto che non ho visto evidenziato da nessuno e che personalmente trovo invece rilevante.
    Ho letto la lettera che Macron ha inviato alla ANP
    Oltre ad annunciare che a settembre riconoscerà lo Stato palestinese, Macron indica anche le condizioni necessarie.
    Tra queste, “il disarmo di Hamas”.
    Neanche Macron può eludere il fatto che l’obiettivo della soluzione politica, qualsiasi possa essere, non sarà realizzabile con Hamas ancora parte attiva dei giochi
    Può essermi sfuggita, ma quando poi cerchi di capire come e quando Macron pensa si debba disarmare Hamas non trovi un indicazione concreta e fattiva che sia una.
    E se non si dà questa risposta a Israele tutto il resto, riconoscimento dello Stato palestinese incluso, è fuffa ipocrita.

    1. E’ proprio così. Quando, nell’articolo, parlo di «condizioni e desiderata non realizzabili in concreto,» mi riferisco proprio, tra le altre, alla condizione del disarmo di Hamas. Non si vede come Macron pensi di realizzarla e quando. C’è un altro aspetto utile da osservare, visto che Lei me ne dà il destro: nella lettera, Macron non costituisce un nesso tra l’avveramento delle condizioni e il riconoscimento dello Stato arabo-palestinese (se sarà disarmato Hamas, sese… etc., allora la Francia riconoscerà la Palestina). La formulazione resta incerta: ciò suscita il brutto presentimento che il riconoscimento avverrà comunque, lasciando l’avveramento delle condizioni a un termine indeterminato, restando così queste nient’altro che meri auspici.

      1. Grazie mille per la risposta e le sue ulteriori e utili valutazioni

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