Bottom line up front (BLUF): Pokrovsk non è un Hub logistico importante, la sua eventuale cattura non porterebbe vantaggi decisivi ai russi, al contrario gli sforzi russi per prendere la città aiutano gli ucraini a difendere altri settori più importanti. La narrativa che c’è intorno all’importanza logistica di Pokrovsk è probabilmente l’effetto di INFOOPS ucraine per convincere i russi a tenere risorse inchiodate in un settore senza sbocchi.
Questo articolo è in contrasto con molte delle analisi sulla situazione in Ucraina, prendetelo quindi con le pinze. La mia tesi è semplice: Pokrovsk non è (o non è più) uno snodo logistico importante per le operazioni militari ucraine in Donbass e nei dintorni. In questo articolo dell’ottimo analista ucraino Tatarigami (https://euromaidanpress.com/2024/08/28/what-the-fall-of-pokrovsk-could-mean-for-ukraine/) si dice l’opposto. Sebbene segua molto Tatarigami in questo frangente non mi convince perché le mappe che inserisce non sono accurate sulle linee di comunicazione, né riguardo le strade, né riguardo le ferrovie. Tatarigami inserisce una mappa con due croci rosse ad indicare le vie logistiche che verrebbero interrotte se Pokrovsk dovesse cadere. Una delle strade va a nord, verso l’abitato di Kostantinivka, mentre un’altra va in direzione sud/sudest e dovrebbe collegarsi al piccolo abitato di Kurakhove da dove si potrebbe rifornire il fronte di Vuhledar. Pokrovsk è sicuramente uno snodo importante per sostenere le operazioni ad Avdiivka, ma caduta quella città, l’importanza di Pokrovsk come Hub logistico è diminuita perché verso nord la ferrovia che passa per Kramatorsk (e che non passa per Pokrovsk) supporta anche la città di Kostantinivka. Visto che la ferrovia è molto più veloce (in termini di logistica militare) di qualsiasi strada ritengo che non ci sia nessun bisogno di utilizzare la strada che da Pokrovsk va a nord verso Kostantinivka, indicata invece da Tatarigami.
Verso sud la storia è più complessa, la ferrovia verso Khurakhove esiste, ma l’unico ponte ferroviario che passa sul fiume Vovca (475944N 0371719E) è distrutto almeno dal mese di aprile 2024. Inoltre le condizioni del ponte mi fanno pensare ad una demolizione controllata degli ucraini più che a un’azione russa. Questo, il fatto che il ponte non è stato mai riparato, unitamente alla distanza via strada dagli altri centri logistici ucraini nei pressi di Dnipro, mi fanno supporre che anche questa strada non sia stata utilizzata dagli ucraini per smistare rifornimenti verso Vuhledar.
Ma allora perché questo interesse verso Pokrovsk? Io penso che sia uno dei pochi posti dove gli ucraini si possono permettere di perdere terreno senza fare troppi danni. I russi hanno già formato un saliente che non è sostenuto dalla ferrovia che parte da Donetsk. Essa infatti è interrotta sulla vecchia linea del fronte e finora non si osserva il minimo segno di ripristino da parte dei russi. In un saliente stretto, profondo più di 30 km, senza ferrovie non ci sono molte possibilità di manovra per una forza attaccante. Qualsiasi concentrazione di forze sarebbe colpita dal fuoco di supporto, se si volesse usare Pokrovsk come base di partenza per aggirare le posizioni ucraine verso nord o sud, il livello di rifornimenti che dovrebbero essere trasportati via camion fin lì, non passerebbe indenne alle azioni d’interdizione dei droni e delle artiglierie ucraine.
Tutto questo per dire cosa? Che se anche i russi dovessero prendere Pokrovsk lo schieramento ucraino non subirebbe grosse ripercussioni, che probabilmente lo scopo degli ucraini con l’azione su Kursk non era fermare l’offensiva su Pokrovsk, perché non ha sbocchi. Che alcune analisi potrebbero esagerare l’importanza della città per fare INFOOPS e convincere i russi a spingere in questo settore. La mia previsione è che se Pokrovsk dovesse cadere (e non è affatto certo) non si svilupperà nessuna azione da lì, e gli sforzi russi si rivolgeranno verso altre aree probabilmente Toreck e Kupiansk dove già adesso le difese ucraine sono sottoposte a dura pressione. Prokorsk è un fronte con poche possibilità di sfruttamento e ogni soldato russo impiegato lì è una risorsa in meno su fronti ben più determinanti.

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