Finora non ho mai commentato nel merito la questione riguardante Ilaria Salis, per rispetto nei confronti della vicenda umana legata alle condizioni detentive che le erano imposte, che considero oggettivamente indegne. Fatta la dovuta premessa, tuttavia, questa irrequieta insegnante è secondo me uno dei tanti personaggi che in Parlamento Europeo, in un paese normale, non sarebbe mai dovuta arrivare. Il suo “curriculum” annovera 4 condanne definitive (per resistenza a pubblico ufficiale, invasione di edifici pubblici e accensione ed esplosioni pericolose per aver lanciato dei petardi oltre le recinzioni del carcere di San Vittore), delle quali due prevedevano pene detentive per un totale di un anno e 9 mesi, cui si sommano altri 29 episodi nei quali sarebbe stata identificata dalle forze dell’ordine, ed un debito di 90mila euro che sarebbe maturato con l’Azienda lombarda per l’edilizia residenziale, legato ad una o forse due occupazioni abusive di altrettanti immobili in zona Corvetto e Navigli a Milano.
Quest’ultima circostanza è stata resa nota da un consigliere comunale di FdI, il quale ha chiesto il pignoramento dell’indennità della Salis, sebbene gli avvocati della maestra abbiano fatto sapere che l’Ente non avrebbe mai avviato alcun procedimento per il recupero delle somme. Quisquilie, secondo Elisabetta Piccolotti, deputata di AVS, opinionista del programma di La7 Dimartedì ed esempio plastico del familismo di sinistra, in quanto moglie del leader del suo partito Nicola Fratoianni, che ha sminuito le condanne, parlando di “reati da centro sociale”. Ecco, io credo che trasformare simili personaggi in una sorta di icona o di bandierina ideologica, anche per via di dichiarazioni irresponsabili come questa, non possa che avere un impatto estremamente negativo sulla società, in particolare tra i più giovani. Le regole, tutte le regole, sono poste a presidio dei diritti individuali e collettivi ed il loro rispetto è la precondizione per garantire a tutti un’organizzazione sociale funzionante e ordinata. Mi piacerebbe ad esempio ricordare all’On. Piccolotti che occupare abusivamente un alloggio pubblico ha come diretta conseguenza che la famiglia che legittimamente ha diritto a quella casa, magari in attesa da anni e colpevole di aver rispettato la legge, è costretta a rimanere in strada.
Allo stesso modo, maturare debiti di decine di migliaia di euro con un ente di edilizia residenziale, vuol dire privare quell’ente di denaro che avrebbe potuto investire per la costruzione, l’acquisto o la ristrutturazione di case da consegnare ad altre famiglie in attesa. Far passare l’idea che, rispetto a chi si candida o viene candidato a ricoprire cariche pubbliche, ci siano reati di serie A ed altri di serie B e che alcuni di questi possano addirittura essere premiati, “facendo curriculum” in una competizione elettorale, rischia di educare una società al caos, trasformando in un valore il non rispetto delle regole.
Per questo mi auguro fortemente che Ilaria Salis non approfitti della sua carica per sottrarsi al processo cui è sottoposta in Ungheria, anche per rispetto degli italiani, i quali meritano di sapere se sono rappresentati da un’eurodeputata che non si limita a lanciare petardi e occupare case, ma che, come sostiene l’accusa, non ha problemi a manganellare chi la pensa diversamente da lei. In caso contrario questa sinistra, che fa da sempre della superiorità morale una cifra identitaria, non avrà fatto meglio di quel Silvio Berlusconi sul quale per trent’anni da vivo, e poi anche da morto, hanno ininterrottamente gettato fango.
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