2 pensieri su “L’urlo e il potere: Velázquez, Bacon e il ritratto di Innocenzo X”

  1. Grazie, Enrico, per questo saggio straordinario che riesce a far dialogare due epoche così distanti attraverso il filo rosso (è il caso di dirlo) dell’angoscia e del potere. La tua analisi ravviva un dettaglio fondamentale, poiché la grandezza quasi “terrificante” di Velázquez non sta solo nell’aver anticipato la psicologia moderna, ma nella sua miracolosa maestria tecnica. Raccolgo lo stimolo della tua riflessione finale. Se l’Innocenzo X di Velázquez ci guardava con sovrana e spietata lucidità, e il papa di Bacon urlava intrappolato nella gabbia del Novecento, l’autorità pontificia contemporanea sembra aver scelto una terza via per sfuggire all’irrilevanza. Si ha quasi l’impressione che, per evitare l’isolamento in quella gabbia di vetro, la Chiesa di oggi abbia talvolta rinunciato alla verticalità del sacro per appiattirsi sull’orizzontalità delle agende culturali e mediatiche dominanti. L’urlo non è più muto, ma rischia di essersi fuso e confuso nel rumore di fondo del conformismo moderno.

    1. Grazie Daniela. Analisi molto sottile la tua e condivisibile. In particolare per papa Francesco trovo che la tua osservazione sia centrata e sollevi più di un interrogativo sul suo pontificato.

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