3 pensieri su “L’Ucraina non è un “pezzo di terra” e la resa non è pace”

  1. Questi divulgatori di pensieri oltre modo semplificati e ingannevoli poi sono magari gli stessi che glorificano la Resistenza italiana che ha sconfitto il nazifascismo, senza magari citare gli Alleati.
    Come no, lo sconfissero senza aiuti e soprattutto senza armi.
    E’ facile dire che il conflitto in Ucraina non ci riguardi. Dopotutto non è direttamente alle porte dei nostri confini, ma lo è per coloro che consideriamo alleati e amici appartenenti all’Unione Europea oltre che all’Alleanza Atlantica.
    Inoltre l’azione russa è una chiara dichiarazione di guerra ai valori che contraddistinguono l’ordine democratico liberale di cui facciamo parte e abbiamo contribuito a creare e sviluppare, nonostante, diciamolo per gli smemorati, l’Italia nella Seconda guerra mondiale facesse parte del gruppo nemico aggressore che provocò il conflitto e seminò distruzione e sterminio in Europa. Questo poter partecipare al gruppo vincitore che contribuì alla ricostruzione e alla restaurazione democratica è soprattutto grazie agli occupanti di oltre oceano che hanno liberato il Paese a costo di migliaia di vite dal nazifascismo e non ci consideravano soltanto un “pezzo di terra lontano” di cui non preoccuparsi.

  2. Farei un paragone con il Risorgimento Italiano, ma è improprio perché sotto gli Asburgo saremmo stati un paese più civile??

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  3. Semplicemente, PERFETTO! Ma, almeno per quanto concerne l’Italia ciò che mi preoccupa maggiormente non è tanto l’opinione di chi non sa, ma il fatto che a seminare disinformazione siano soggetti colti e informati; che della conoscenza fanno però un uso strumentale e fuorviante per la gente comune.
    Non l’ho mai fatto sino ad adesso, ma ritengo sia arrivato il momento di fare nomi: nel 2022, a non appena due mesi dall’invasione dell’Ucraina, ho incontrato personalmente Lucio Caracciolo, al quale avevo in precedenza inviato un documento a consuntivo della mia esperienza in campo internazionale; esso abbracciava molti ambiti, ma lui si è pressoché esclusivamente concentrato, in modo insistente, sulla tesi – sua – che a provocare la mossa di Putin fossero state le provocazioni della NATO. E di tutto il resto non ha mostrato alcun interesse.
    Un altro nome: Orsini, anchor host dei talk show del tempo: stessa tesi, reiterando la tiritera delle esercitazioni a provocazione condotte dalla NATO (erano anni che l’Alleanza non ne faceva se non ad un livello inferiore); un vero “peccato” che la controparte russa ne avesse fatte altrettante denominate Zapad, camuffate da connotazione difensiva. Chi ne fosse interessato, vada su internet ad approfondirne tipologia, vastità e complessità, peraltro col coinvolgimento diretto (forze e territorio) della Bielorussia.
    E qui mi fermo, di molti altri colti ed esperti potrei fare i nomi.
    Ancora complimenti per la chiarezza e sopratutto l’onestà intellettuale puntualmente confermata

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