4 pensieri su “L’ombra delle atomiche”

  1. È interessante la prospettiva dal punti di vista del TNP. Sembra che la Polonia abbia davvero paura ma sviluppare o acquistare armi nucleari mi sembra una provocazione, tanto più adesso che il governo polacco è filo europeo. Anche l’ultima uscita di Mascon è stata una provocazione. È un altro segnale che l’Europa deve costruire con urgenza una difesa comune.
    In questo mondo imperfetto ormai dobbiamo ritornare all’idea della guerra fredda o guerra ferma. Oggi la Russia, domani la Cina, dopodomani i Sauditi, ecc…
    È davvero triste pensare di nuovo ad un mondo così ostile ma occorre prenderne coscienza, oppure ritornare a fare diplomazia, come si è fatto per qualche decennio fino al 2001 quando le avanguardie nazionali facevano gli interessi strategici ed economici senza essere giudicate dall’opinione pubblica.

    1. Anche in questo caso si sottolinea la tendenza geopolitca al ritorno a due blocchi contrapposti. C’è del vero, in tutto questo, e chi ha vissuto l’epoca della guerra fredda sa bene quanto in realtà la contrapposizione abbia fatto il benessere delle genti occidentali (e il malessere di quelle oltre cortina).
      Credo che, dietro alle molte chiacchiere sulla “multipolarità” si sia vicini proprio alla ridefinizione di un “noi e loro” probabilmente non più a guida russa, ma cinese.
      Staremo a vedere, anche cosa ne penseranno i molti paesi emergenti che rischiano di trovarsi invischiati e soffocati.

  2. Mi permetto un’osservazione ed un commento aggiuntivo.

    Osservazione: la paura che parte dell’arsenale nucleare russo potesse essere trasferito a stati canaglia era fortissima anche nei primi anni 90 ma non accadde nulla grazie al programma americano Cooperative Threat Reduction Act unitamente al buon senso della nomenklatura russa (inutile fare soldi se poi non te li puoi godere causa una guerra termonucleare, anche locale). Di conseguenza sono incline a pensare che tale approccio potrebbe essere replicato e pertanto mi sembrano “tirate” le paure di un dopo-putin. Ammesso e non concesso che lo scenario peggiore possa essere la rapida implosione dell’attuale governo, questa potrebbe verificarsi solo a seguito di una sollevazione popolare che allo stato attuale è rubricabile come “pura utopia” dato che l’oligarchia puto-cekista (io definisco così il potere in mano agli ex-KGB sodali di putinoilmalefico alias putridoputino) detiene il pieno controllo sia dell’apparato militare-economico sia di quello produttivo, facilitato da uno stato di polizia degno erede del regime sovietico.

    Da approfondire: in merito al [minimo] sostegno militare all’Ukraina, considerato l’atteggiamento dell’Europa e la recente nuova postura degli USA, temo piuttosto che in molti si stiano chiedendo quanto sia veramente negativo un ritorno alla vecchia contrapposizione Est-Ovest. Vista con estremo raziocinio, ciò che chiamiamo “guerra fredda” potrebbe essere considerata una sorta di “massa gravitazionale fortissima” che ha permesso di tenere a bada le tensioni internazionali impedendo il conflagrare di conflitti ad alta intensità. Esattamente il contrario di quanto stiamo assistendo dagli anni della dissoluzione dell’URSS. Il vero vantaggio di una “Cold War II”, per il politico di turno, sarebbe quello di poter giustificare una ripresa delle spese militari senza rischiare di perdere voti!!

    Già, i voti ed in generale l’opinione pubblica fa paura, ma fa paura perché nessuno, da due anni a questa parte, si è assunto l’onere di parlare chiaro alla gente comune: se vogliamo mantenere il nostro stile di vita, le nostre libertà, occorre prepararsi a combattere per essi!!!!!

    Dulcis in fundo: se il biondocrinato DT dovesse, ahinoi, essere rieletto alla Casa Bianca, siamo sicuri che verrebbe mantenuto in piedi l’accordo alla base del Nuclear Sharing?? Le B-61 sono sempre protette dal sistema della doppia chiave!!!

    1. Sono fondalmentalmente d’accordo con le tue argomentazioni.
      Ho solo qualche perplessità sulla ripetibilità del Cooperative Threat Reduction Act: gli USA non sono più gli stessi (a maggior ragione dovesse essere rieletto DT) ma anche le elite russe non sono più quelle della primissima era post-sovietica.
      Temo che, in caso di frammentazione della Federazione, le difficoltà di controllo dell’arsenale nucleare potrebbero essere molto superiori. Occorre anche considerare che il bell’esempio fornito da Putin della totale mancanza di rispetto del Memorandum di Budapest non spingerà certo in futuro altri detentori di armi atomiche a cederle in cambio di un pezzo di carta straccia.

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