In Cina molte cose sono vietate e quelle che non lo sono direttamente appena assumono un significato politico, lo diventano. In questa situazione di grande repressione si manifesta al meglio la creatività del popolo cinese, il quale ha da sempre messo in campo stratagemmi per esprimersi e per manifestare il proprio dissenso senza che questi venissero compresi dalle autorità, le quali spesso ci hanno messo tempo a capire che era nato un nuovo modo comunicativo sotto il quale si celavano parole proibite o azioni sanzionabili. Anzi a volte è stato proprio l’uso massiccio di parole inoffensive nei post su Weibo ad attirare l’attenzione dei censori in rete, i quali dovevano capire il più in fretta possibile il significato per poi vietare la parola in questione. Ultimamente l’uso di slogan appartenenti alla Storia Repubblicana è in gran moda tra i dissidenti i quali manifestano urlando vecchi slogan comunisti come a dire al poliziotto che li sta guardando “adesso fammi vedere come mi arresti mentre auguro Lunga vita al Presidente Mao”. Chiunque non sia cinese potrebbe pensare che si tratti di un omaggio al Grande Timoniere, ma in Cina i morti famosi non sono mai celebrati con il nome o lo slogan che li identificava da vivi e quindi omaggiare Mao con lo slogan che si usava quando era a capo della Cina vuole implicitamente dire che si preferirebbe che non fosse morto e che il Presidente fosse lui. In rete, anche fuori dal firewall di Stato, circolano molte barzellette che raccontano una realtà amplificandola e sono un altro modo di attirare l’attenzione sulle condizioni di vita quotidiana nel paese.
“Xiaomi ha lanciato un’auto elettrica e Baidu, una società nota per la ricerca e l’intelligenza artificiale, ha annunciato un veicolo completamente autonomo che può guidare utilizzando solo il controllo vocale e non richiede energia fossile o elettricità.
Il prodotto è fatto così: Un ingegnere AI di Baidu trascina davanti a sé un veicolo a due ruote e gli utenti possono specificare la destinazione a voce in qualsiasi momento stando seduti sul veicolo. Il prodotto creerà anche molti posti di lavoro.”
Oppure lo slogan “Sotto la guida dell’importante esposizione di nuove forze produttive da parte del presidente Xi, il ringiovanimento della nazione cinese è proprio dietro l’angolo” associato a situazioni in cui non succede nulla è un uso creativo dello slogan stesso per sottolineare la ridicolaggine della situazione in cui ci si trova.
Recentemente si è avuta una tendenza alle proteste silenziose cominciata con la A4Revolution in cui i manifestanti alzavano fogli bianchi a indicare la censura nel paese. Prima che le autorità se ne rendessero conto la pratica ha fatto il giro del mondo e molti all’estero hanno risposto facendosi fotografare con un foglio bianco in mano a simbolizzare la vicinanza col popolo cinese. Adesso l’espressione del lutto è diventata oggetto di grande controversia perchè non si può certo impedire di celebrare il Qingming festival, che è la festa della pulizia delle tombe degli antenati ed è una pratica antica, ma il fatto che la popolazione abbia scelto in massa di piangere il premier Li Keqiang, che era stato sostituito da Xi con il suo fedelissimo Li Qiang, indica che la gente è con lui e non con il Presidente. Quindi ancora una volta la gente ha trovato il modo di dire quello che pensa usando un mezzo che non è considerabile ostile e quindi difficile da sanzionare.
Abbiamo moltissimi esempi di uso dell’ironia in senso politico anche in letteratura, dove spesso il messaggio reale sfugge alla censura proprio per il mascheramento che l’autore sceglie di usare per veicolarlo. In Servire il popolo di Yan Lianke (Servire il Popolo è uno slogan dell’epoca maoista e qui è il titolo del libro) la protagonista, moglie di un militare, adocchia un sottoposto del marito, lo chiama a servizio e gli dice:
“Togliti la camicia, per servire il popolo,
togli anche la maglietta, non hai detto che vuoi servire il popolo?
servi il popolo, ora lo puoi fare”
Le icone del potere, elette a simbolo sacro, vengono calpestate dai due amanti in un impeto di passione, a dimostrazione del reciproco amore revisionista e borghese. C’è molta pornografia in senso ideologico, ci si immagina che la cosa più trasgressiva che si potesse fare a quei tempi fosse calpestare un busto in gesso di Mao mettendo così la propria vita nelle mani dell’altro. Si usa il linguaggio degli slogan, decontestualizzato e reso più potente a monito dell’uso sconsiderato dell’ideologia fine a se stessa.
In Mao Zedong è arrabbiato di Yu Hua un americano dice a un cinese: “io ho il coraggio di sfanculare Obama” poi guarda l’altro, che a quel punto risponde:”anch’io”. Un altro dice: “se potessi viaggiare nel tempo, io tornerei al primo luglio 1921, sul lago di Jiaxing”(la data e il luogo della riunione in cui nacque il PCC) l’altro replica: “a fare cosa?” “chiamerei la polizia”
In Balzac e la piccola sarta cinese di Dai Sijie, da cui è anche stato tratto un film per la regia dell’autore che è stato presentato a Cannes nel 2002, un violinista è in un campo di rieducazione e si mette a suonare, il quadro gli chiede: “cos’è questa musica?” “Mozart” “Mozart cosa?” “Ehm…Mozart pensa al Presidente Mao””ah bene, tutti ci pensano”.
A tutt’oggi in Cina sono vietati:
Film stranieri
Proteste e manifestazioni
Principali siti web e app straniere
Reti private virtuali (VPN)
Prostituzione/pornografia
Videogiochi violenti/Tempo di gioco illimitato
Libri senza censura
Vendita bibbie online
Viaggiare senza carta d’identità
Armi
Marijuana
Matrimonio omosessuale
Cartomanzia/Gioco d’azzardo e casinò
Criptovaluta
Ricordare Tiananmen
Alcune celebrità straniere
(Christian Bale, Richard Gere, Sharon Stone, Harrison Ford, Taylor Swift
e Brad Pitt tra i più famosi)
A queste cose si aggiungono di recente
portare fogli bianchi*
fischiare*
radunarsi
portare fiori*
declamare poesie*
alzare la voce
litigare
scrivere post online con parole vietate (le quali spariscono dai motori di ricerca)
comprare servizi o materiali di produzione estere (non è vietato ma pericoloso)
i costumi cosplay giapponesi
Halloween
alludere all’Imperatore
raccontare la Storia cinese
parlare di ex premier cinesi
Imperatore Chongzhen (del motivo ne parliamo qui
bandiere e ombrelli arcobaleno
esprimere lutto in pubblico
la parola baozi (è un panino ripieno lievitato di forma tonda ed è anche un soprannome di Xi)
parlare/vestirsi in modi “dannosi per lo spirito del popolo cinese”
elezioni a Taiwan
*I fogli bianchi fanno riferimento a A4 revolution, i fiori all’incendio di Ürümqi nel 2022 che costò la vita a dieci persone che erano rinchiuse nel palazzo in fiamme a causa dei blocchi Covid, declamare poesie si riferisce al ragazzo che aveva declamato il sonetto 11-24 (la data dell’incendio di Ürümqi) di Shakespeare durante A4revolution e il fischio alla performance silenziosa in riva al fiume a Wuhan durante la prima fase della pandemia.
Inoltre molti termini considerati ridicolizzanti Xi Jinping sono stati banditi online, tra cui:
“Winnie the Pooh
Xi Baozi
Gang Mailang
Qingling Zong
Chief Accelerator
Cuicui
200 Jin
il principale maestro incompiuto
il principale capro espiatorio”
i relativi suoni e immagini omofone sono diventati tabù per le autorità, il che significa che non danno esito nei motori di ricerca interni al firewall, i risultati di ricerca online per “winnie the pooh/xi jinping” su Bing in Cina, che non è bloccato, sono molto diversi da quelli su Google o Bing fuori.




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Articolo interessante come pochi, Lenny!
Grazie e complimenti,
Riccardo
Sembra evidente che la società sia sempre più compressa all’angolo e come una caldaia in pressione fischia e fischia. Prima o poi scoppia!!