5 pensieri su “L’Iran non è uno Stato: è un patrimonio di famiglia

  1. Una analisi ben argomentata e illuminanante .
    Resterebbe da comprendere quali ragioni non abbiano portato a decidere di togliere pretesti per un attacco eliminando la motivazione o il pretesto di una minaccia per lo Stato ebraico .
    Parimenti poco comprensibili le ragioni o gli interessi per promuovere o sostenere le azioni di Hezbollah nei diversi scacchieri
    Infine la “minaccia ad Israele può motivare la EU a condividere o non condannare la iniziativa Israeli-americana ?

    1. È una struttura che non può rinunciare alla facciata religiosa o verrebbe smascherata per la struttura mafiosa che è.
      La distruzione di Israele è un progetto egemonico della regione. Non possono rinunciarci senza perdere il proprio impero.
      Non è una struttura con cui puoi fare compromessi perché quella struttura è troppo rigida.
      Perfino il velo alle donne la metteva in crisi, e non per motivi religiosi ma perché minava l’architettura di facciata.
      E sono convinta che se avessero ottenuto l’atomica probabilmente l’avrebbero anche usata.

      1. Le minacce contro Israele sono sempre sembrate reali e concrete anche attraverso le azioni dei gruppi alleati contro Israele.
        Ma usare addirittura l’atomica? Le conseguenze si potrebbero supporre: gli altri non starebbero a guardare solamente e ci sarebbero ripercussioni devastanti per tutto l’Iran. E non si sa se nel caso esisterebbe ancora e rimarrebbe lo stesso con i confini di oggi.
        Inoltre, anche attaccare più Paesi direttamente e non solo le basi americane potrebbe portare non solo ad un rischio di dissoluzione del potere esistente, ma persino ad uno smembramento del Paese dettato da quei nemici esterni attaccati e da fazioni o gruppi interni etnici già in contrasto col regime dominante. Non sembra un’azione intelligente, più da disperazione.

      2. Ricordo quando, un po’ più di una trentina d’anni fa, Khamenei ha cominciato a dire ci serve l’atomica perché dobbiamo distruggere Israele: qualcuno ha fatto notare che anche Israele ha l’atomica, e nel momento in cui fosse stata in gioco la sua sopravvivenza l’avrebbe sicuramente usata; la risposta è stata: Israele è piccolo, con un paio di atomiche lo distruggiamo interamente, mentre l’Iran è enorme. Quanti potranno ammazzarne dei nostri? Dieci milioni? Trenta milioni? Siamo un miliardo e mezzo di musulmani: è una perdita che possiamo permetterci di sostenere. Fra USA e URSS il gioco della deterrenza ha sempre funzionato perché, benché una fosse una democrazia e l’altra no, erano comunque due regimi razionali, ma quando il motore non è la ragione bensì l’ideologia, non ci sono calcoli che tengano, non ci sono perdite che tengano. Tanto più che fra i trenta milioni di possibili morti, sicuramente non ci sarebbero stati quelli che tengono le leve del comando, sicuramente provvisti di bunker antiatomici – e il conto che fanno della vita dei propri sudditi non abbiamo bisogno di usare la fantasia per averne un’idea. Non c’è il minimo dubbio che se fossero arrivati ad avere l’atomica l’avrebbero usata.

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