5 pensieri su “L’ipocrisia del giorno della memoria che divide gli ebrei tra buoni (i morti) e cattivi (i vivi)

  1. Condivido l’invito al silenzio rivolto a chi ha elevato a resistenza la mattanza del 7 ottobre o dissacrato il concetto di genocidio avendo reso, nei fatti, vuote le parole da loro pronunciate sino ad oggi in occasione della giornata della memoria. Tale ricorrenza va però mantenuta dando atto della presenza dei molti che non hanno mostrato ipocrisia e, più di tutto, per quanti non hanno colpa, i ragazzi, i giovani, le generazioni a cui è affidato il futuro.

  2. L’istituzione del giorno della memoria ha lo scopo di obbligare ogni essere vivente a sapere e ricordate quel che è accaduto perché mai più accada, ogni essere vivente (Risoluzione 60/7 delle UN), quindi anche i Palestinesi, i propal, gli antisemiti, perché se anche non hanno moti empatici nei confronti degli ebrei, che vorrei ricordare essere solo di religione differente dalla cattolica o dalla musulmana o da qualunque altra religione, hanno diritto come tutti di esistere e di vivere senza temere che qualcuno entri in casa a sgozzarli, come scritto sul murales e come accaduto il 7 ottobre. Parlo di diritto alla vita e di diritto all’autodifesa, inevitabile quando azioni contrarie vengono messe in atto. Ora, dato che sembra proprio che questa risoluzione sul giorno della memoria non abbia avuto l’effetto sperato, sarebbe meglio appellarsi al diritto all’oblio, cosicché, forse, le azioni di un governo rimarranno solo un atto politico che nulla ha a che fare con la religione ebraica e con gli ebrei, perché almeno sul concetto di razza spero che sia chiaro a tutti che la razza non esiste. Allo stato attuale, il 27 gennaio è solo una ricorrenza storica e la memoria di un fallimento culturale.

  3. Shalom! Sono un ebreo credente, osservante (nella mia limitatezza di uomo) e sionista. Sono d’accordo solo in parte con il contenuto dell’articolo. È vero che c’è grande ipocrisia da parte di chi rispetta e compiange gli Ebrei morti e disprezza quelli vivi. Tuttavia è giusto che il 27 gennaio sia celebrato: la società deve almeno riconoscere che la Shoah è stata un evento unico in cui si è tentato non solo di opprimere, sfruttare una popolazione, ma di annientarla a prescindere dalla convenienza. Einstein sarebbe stato ucciso, se avessero potuto farlo. Un esempio tra decine di migliaia di persone che avrebbero dato un aiuto formidabile anche alle nazioni che follemente volevano sterminarci.
    Poco il 27 gennaio? Meglio di nulla. Shalom.

    1. Ciao Giuseppe. Il 27 gennaio è una ricorrenza sacra. La nostra polemica come avrai capito non riguarda il giorno della Memoria in quanto tale ma il modo in cui molta gente ritiene di lavarsi la propria coscienza rispetto alla questione ebraica (di cui la nascita d’Israele è uno dei momenti centrali della storia più recente), limitandosi a celebrare la memoria dei 6 milioni di ebrei sterminati dal Nazismo ma dimenticandosi degli ebrei che vivono ogni giorno angosciati da un antisemitismo sempre più dilagante. Celato sotto la foglia di fico dell’odio per Israele. Per dire che sono d’accordo con lo spirito delle tua parole.

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