7 pensieri su “L’ipocrisia dei media che ogni giorno alimentano l’antisemitismo

  1. I chilometri di tunnel non sono “decine”. Sono ottocento. Ottocento! Altro che Metropolitana di Milano.

  2. Ps mi sono stupidamente dimenticato di evidenziare proprio l’affermazione che nel suo intervento, mi aveva colpito di più.

    “…sanzioni e pene per un governo certamente condannabile ma non più del governo russo, del governo iraniano o del governo del Qatar”
    Certamente…
    Vabbè, fa piacere che almeno abbia specificato che Israele non è più condannabile dell’Iran, solo ugualmente

  3. Capisco e apprezzo il senso complessivo del suo intervento ma su alcuni passaggi sono in disaccordo.
    Fuori discussione l’irresponsabilità o la malafede di chi, praticamente da inizio conflitto, fa da megafono alle menzogne di Hamas.
    Così come meschinità e ignoranza di chi parla di genocidio.
    Ma vi è una disinformazione che è meno palese e rozza e proprio per questo forse ancora più pericolosa.
    È vero che se Israele non sta perseguendo un piano genocida questo non esclude che stia commettendo crimini di guerra.
    Ed è un punto che deve essere assolutamente monitorato, su cui Israele non può avere carta bianca e di cui dovrebbe rispondere.
    Ma anche un’accusa di questa gravità ad uno Stato – tanto più uno Stato che sta combattendo una guerra iniziata come è iniziata – non può essere fatta in modo approssimativo.
    Un conto è dire che vi sono elementi che rendono plausibile che Israele stia commettendo crimini e che questo va assolutamente verificato.
    Un altro è affermare in modo apodittico che li sta commettendo.
    E questi viene fatto da moltissimi.
    Lei scrive “ …le enormi responsabilità dell’esercito israeliano in questa strage di civili palestinesi sono da condividere con l’uso spregiudicato della popolazione civile che i terroristi hanno fatto…”
    A quali enormi responsabilità di IDF, per quanto condivise, si sta riferendo, in modo appunto apodittico, come se fosse qualcosa di accertato e scontato?
    Su quali elementi oggettivi ed appurati?
    Vi sono molti pareri – di cui è assai difficile trovare traccia nei media italiani – di esperti della materia che spiegano come, nel condurre una guerra contro un nemico che usa come metodo sistematico gli scudi umani, come lei stessa evidenzia, Israele non solo stia rispettando tutte le norme previste in questo caso ma stia facendo di più, adottando una strategia che non ha precedenti nella storia dei conflitti.
    Come preavvertire su luogo e zona dei bombardamenti, mentre un principio essenziale delle strategie militari per raggiungere la vittoria è finora sempre stato quello del prendere di sorpresa il nemico.
    Ad oggi, quello che a me sembra emerga, se entri nel merito e non rimani sul piano delle affermazioni generiche e non provate, è che l’enorme responsabilità dei morti dei civili gazawi è dei macellai di Hamas.
    Possono ovviamente sbagliarsi coloro che esprimono queste valutazioni e se vi sono prove e dati che contestano questa lettura, si evidenzino e spieghino
    Sapendo peraltro che è comunque difficilissimo accettare crimini di guerra durante un conflitto ancora in corso.
    Ma il punto di fondo rimane per me che è grave, nel fare accuse di questa portata, che si perda la distinzione tra realtà di fatto e letture plausibili dei fatti.
    Solo un’altra cosa, e scusi la prolissità
    Lei per evidenziare l’assurdità di chiederei agli ebrei di dissociarsi esplicitamente dal governo Neranyahu – se non vogliono essere complici – fa un paragone con la richiesta ai campani di dissociarsi dalla camorra.
    Capisco l’intento ma, a mio parere, questo paragone più che paradossale, come lei scrive, rischia di essere fuorviante.
    Il governo Israeliano non è un’organizzazione criminale.
    Forse il mio può sembrare, mi perdoni il tecnicismo, puntacazzismo.
    Io penso invece che riguardi un aspetto importante della battaglia comunicativa.
    Ribattere a chi pensa che quelli di Hamas siano più o meno partigiani e Israele uno stato genocida, nazista e responsabile degli attentati antisemiti è relativamente facile (anche se credo inutile a far cambiare loro idea)
    Ma il rischio è quello di assecondare, magari involontariamente ed esercitando il diritto e dovere di non risparmiare critiche dure a governo israeliano, una rappresentazione che fa passare il messaggio dell’equivalenza etica tra le parti in causa, che è un’altra arma comunicativa potente che hanno gli odiatori di Israele.
    Sinceramente è quello che, forse sbagliando, ho in parte percepito nel suo articolo.

    1. Standing ovation. E no, non è stato prolisso: sono cose che andavano chiarite, e non c’è una sola parola di troppo (parola di docente di scrittura. E complimenti anche per la correttezza, merce rara di questi tempi).

      1. La ringrazio molto.
        Mi piacerebbe che le voci autorevoli che stanno davvero difendendo le ragioni di Israele si concentrassero ancora di più sui punti che ho cercato, nel mio piccolissimo, di evidenziare.
        Trovo veramente un po’ subdolo e molto ipocrita il “gioco” cerchiobottista che a sinistra stanno facendo praticamente tutti gli esponenti politici, anche quelli della sx che considero, o consideravo, più seria e meno condizionata dalla ricerca disperata di voti: dire che è sbagliata l’accusa di genocidio e denunciare l’altisemitismo, facendo però passare contestualmente il messaggio che Israele sta certamente ed evidentemente commettendo dei crimini.

      2. Si direbbe che abbiano paura di esporsi troppo, di rischiare di passare addirittura, diocenescampieliberi, per filoisraeliani, e quindi genocidio no, non proprio esattamente, ma crimini di guerra e crimini contro l’umanità indubbiamente sì, come abbiamo purtroppo sentito da una signora da cui ci si sarebbe aspettati qualcosina di più e che invece si è fatta notare soprattutto per i troppi silenzi. Cerchiamo allora di farci sentire almeno noi, che il “marchio d’infamia” ce lo portiamo orgogliosamente addosso da decenni.

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