5 pensieri su “L’invito a Tommy Robinson del governo israeliano che fa inorridire la comunità ebraica britannica

  1. “L’invito rivolto a Robinson rivela così una contraddizione della politica israeliana: da un lato la storica alleanza con gli Stati Uniti e con il fronte trumpiano, dall’altro l’avvicinamento a settori dell’estrema destra occidentale, considerati alleati tattici contro la sinistra pro-palestinese.”

    Trump vuole ergersi come uno dei più moderati all’interno del suo movimento, cercando di mettere ai margini i più estremisti. Ma è solo una tattica, vedere la ricerca ossessiva del premio Nobel apparendo ragionevole in politica estera, quando in quella interna sta prendendo decisioni che violano la costituzione o si avvicinano pericolosamente.
    Israele per lui ha un doppio uso ora: arginare l’autolesionistica presa di posizione della sinistra sul conflitto e in generale sui palestinesi, e sfruttare i suoi contatti per fare affari in Medio Oriente coinvolgendo gli Stati arabi.
    In più anche il governo Netanyahu ha elementi interni vicini politicamente a Trump, tralasciando che chiaramente l’estrema destra israeliana non può essere antisemita se non nei confronti di arabi e palestinesi.

  2. Il nemico del mio nemico non è (necessariamente) mio amico. Un paio di giorni fa, ho osservato, in risposta a “Toni Baruch”, che seguivo con interesse–sostenitore delle ragioni israeliane e (credo) ebreo–che TR starà anche facendo la cosa giusta, ma per tutti i motivi sbagliati, essendo fondamentalmente razzista. Il signor Baruch mi ha attaccato un pippone, abbastanza sgarbato, chiedendomi a più riprese di dimostrarglielo. Ho postato i link ad alcuni articoli pubblicati su quotidiani (uno britannico, uno francese e uno israeliano, tutti non di sinistra) che evidenziano la natura e il pensiero del signor Yaxley-Lennon. Niente; il signor Baruch me li ha definiti “assiomi autodimostranti”. Con tristezza, non ho insistito. Non lo seguo più.

    1. Lo so, non entra a chi ha scoperto Tommy Robinson solo negli ultimi 2 anni, in cui ha voluto crearsi quest’immagine da paladino della crociata pro-Israele e di difesa dell’occidente. Il fatto è che io lo segue da oltre 10 anni, sa chi è veramente Robinson: un teppista, influencer, filo-russo, antisemita, no-vax, complottista che alimenta odio a colpi di fake e riots. L’uomo perfetto di Mosca. È come la favola di Cappuccetto rosso. Hai voglia a dirgli che quella non è la nonna ma il lupo travestito. Niente, vedono la nonnina e basta.

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