
Una guerra invisibile si combatte sotto il mare. Il Regno Unito monitora e respinge operazioni russe di ricognizione e possibile sabotaggio contro cavi e infrastrutture critiche. Mosca agisce anche tramite navi civili, sfruttando lacune legali. Londra rafforza difesa e deterrenza: in gioco non è solo la sicurezza nazionale, ma la stabilità dell’economia globale.
Anche se invisibile al pubblico, la guerra sottomarina tra Regno Unito e Russia è più reale che mai e costringe Londra a una vigilanza costante per impedire a Mosca operazioni di ricognizione, mappatura di infrastrutture e sabotaggi che effettua attraverso la Gugi, un’unità specializzata della Marina Russa con un duplice mandato: quello di censire i cavi e i gasdotti in tempo di pace e distruggerli in caso di conflitto. In ottica russa, la pace è solo preparazione alla guerra.
Il più delle volte, le operazioni di contenimento non vengono rese pubbliche, ma il 9 aprile Londra ha scelto diversamente. Per oltre un mese, la Royal Navy aveva tracciato tre sottomarini russi nelle acque del Nord Atlantico: un Akula nucleare usato come diversivo e due sommergibili specializzati della Gugi, partiti dalla base di Olenya Guba con l’obiettivo di mappare i cavi sottomarini che trasportano il 99% del traffico dati globale. La fregata HMS St Albans, la RFA Tidespring, i P-8 Poseidon della RAF e gli elicotteri Merlin li hanno tallonati per settimane, insieme alla Norvegia e ad altri alleati. Le unità russe non sono così riuscite a infliggere danni e, infine, si sono ritirate.
Il Segretario alla Difesa John Healey ha voluto pubblicizzare l’episodio per lanciare un monito a Mosca: “Vi vediamo. Qualsiasi tentativo di danneggiare queste infrastrutture non sarà tollerato e avrebbe gravi conseguenze.” Starmer ha parlato di protezione della sicurezza economica dall’aggressione russa. Dietro le dichiarazioni, i numeri: 100 milioni di sterline per nuovi P-8, il programma Atlantic Bastion per la caccia ai sottomarini, la spesa per la difesa in rotta verso il 2,6% del PIL entro il 2027. Le unità britanniche restano in allerta, perché in due anni le minacce da navi russe nelle acque britanniche sono aumentate del 30%.
I tentativi di sabotaggio, però, non si limitano all’uso di sottomarini militari ma si estendono alle navi mercantili, e non solo quelle russe: nell’ottobre 2023 la cinese Newnew Polar Bear trascinò l’ancora per oltre 160 Km sul fondale del Baltico, recidendo un gasdotto e due cavi sottomarini tra Estonia e Finlandia – la nave era appena uscita da un porto russo; nel novembre 2024 la Yi Peng 3, cargo cinese partito da Ust Luga, sempre in Russia, trascinò l’ancora per 178 Km, tagliando prima il cavo Lituania-Svezia e poi quello Germania-Finlandia, con il transponder spento per tutta la durata dell’operazione; a Natale dello stesso anno toccò all’Eagle S, petroliera della shadow fleet russa registrata alle Isole Cook, che attraversò il cavo Estlink-2 nel Golfo di Finlandia mentre dichiarava via radio che le ancore erano fissate, salvo essere intercettata dalla guardia costiera finlandese mentre si stava già riposizionando per colpire Estlink-1 e il gasdotto BalticConnector. Tre incidenti, tre navi diverse, tutte legate a Mosca e/o a Pechino, una logica sola: usare il diritto internazionale del mare come scudo, sapendo che risale a prima dell’esistenza di internet, limitando una base legale per fermare navi mercantili in acque internazionali. La Russia conosce queste lacune.
Tra tensioni con gli Stati Uniti e l’incrementare delle operazioni russe contro infrastrutture britanniche e globali, Londra vive questa fase storica con crescente apprensione, tanto da avere deciso di aggiornare in questi stessi giorni il piano nazionale di preparazione alla guerra, che risaliva ai tempi della Guerra Fredda. Il piano prevede linee guida per la popolazione civile, le scorte strategiche e la ridisegnalizzazione della catena di comando in caso di attacco alle infrastrutture critiche.
Inserisci la tua mail per non perdere nessuno dei contenuti di InOltre. Ogni volta che pubblicheremo qualcosa sarete i primi a saperlo. Grazie!
*Iscrivendoti alla nostra newsletter accetti la nostra privacy policy

Il Club InOltre nasce per creare una community tra chi InOltre lo scrive, chi lo legge e chi lo sostiene. È il desiderio di creare punti di incontro digitali e, quando possibile, anche fisici – dove scambiarsi idee, discutere, conoscersi da vicino.
Un Club che unisce tutti quelli che contribuiscono alla buona riuscita d’InOltre e al suo successo.
InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908



Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
