3 pensieri su “L’inconsistente peso della Cultura

  1. La Libertà “nuoce gravemente” alla salute”.
    Dio, o la cultura, ci ha voluti liberi, ma quanti rinuncerebbero volentieri a questo privilegio.
    Quanta fatica essere responsabili, decidere. Quanto è più semplice “credere, obbedire, combattere”. Questo vogliono le masse, e gli spaturi pensatori che propugnano il valore della libertà non potranno che soccombere alle orde mosse da cieco fanatismo.

  2. Non voglio “politicizzare” l’approccio, ma il tema – lo si voglia o no – è eminentemente politico. Dentro queste riflessioni (che condivido al 200%) ci leggo, con molta meno enfasi e molta più razionalità, anche alcune delle grida d’allarme di persone che, pur appartenendo culturalmente ad un’area della sinistra, sono state demonizzate e marchiate di infamia per il solo fatto di avere denunciato come la nostra società occidentale incarnasse sempre di più quel paradosso. Che ora stiamo vedendo e vivendo.
    Penso, una su tutte, a Oriana Fallaci. Sì, d’accordo, lei lo ha scritto (con lo stile letterario che la contraddistingueva) con più rabbia che razionalità. Ma la rabbia era dichiarata sin dal titolo della sua opera finale: per quanto la rabbia per qualcuno sia un’emozione riprovevole, era trasparentemente autodenunciata; ed era pur sempre lo scritto di una anziana signora, permeata di veracità toscana, abituata a parlare “pane al pane” persino con Henry Kissinger o con Khomeini. E ancora (non trascurabile) di una persona afflitta da un male incurabile, che minava la sua innata vitalità.
    Ma penso anche ad altri, subito bollati, come Oriana, di tradimento. Di essere “diventati di destra”. Come se la tenuta della nostra cultura e civiltà, l’aspirazione a un dialogo interculturale senza soccombere, la tutela del diritto a poter essere tolleranti anche in futuro, fossero argomenti “di destra”. Mentre la ragione per cui tale approccio e tali aspirazioni possono considerarsi “di destra” è, solo e unicamente, il fatto che esse sono state (deliberatamente o meno) lasciate alla destra. Che le ha trasformate in una sorta di assurdo monopolio, in battaglie sue proprie, spesso sgangherate, rivendicandovi un’esclusiva. Finché oggi (vedansi le dichiarazioni di un Bonaccini, giusto ieri) qualcuno all’interno della coalizione di sinistra sembra accorgersene, forse più per “smarcarsi” e marcare il territorio rispetto alla attuale leadership, che non per vera convinzione.
    Scusi se ho “politicizzato”. L’ho fatto solo con intenzione di riflessione, nessuna polemica.

    1. Quanto era scritto tra le righe lo hai enucleato tu alla perfezione.
      Grazie
      Alessandro

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