4 pensieri su “L’imperscrutabile giostra della vita

  1. leggete Irriducibile, di Federico Faggin

    non ha risposte ma guarda al mondo con un’angolazione innovativa e antichissima, e chissà se accende qualcosa nel lettore, qualcosa di vivo….

  2. Grazie Dottor Piperno.
    Sono nell’età in cui i progetti hanno uno spazio esiguo mentre i bilanci si propongono spontaneamente.
    Ho avuto diverse fasi nella mia vita in relazione al soprannaturale. Da bambina (andavo a scuola dalle suore) ero ferventemente religiosa. Con l’arroganza dell’adolescenza pensavo che la religione fosse un presidio per allocchi. Poi ebbi un periodo di disinteresse totale, sino ad arrivare di nuovo ad una fede profonda che credevo sincera. Contrariamente a ciò che dovrebbe succedere nella vecchiaia, e cioè riavvicinarsi alla religione, se non altro per paura di un castigo futuro, con l’età ho riperso la fede.
    Una cosa mi tormenta però: più dell’idea della sopravvivenza o meno dell’anima, mi avvilisce pensare che, quando collasserà il sistema solare, del nostro minuscolo pianeta non resterà traccia. Questo probabilmente unicum dove si è formata la vita declinata in meraviglie infinite, dove si è evoluto l’uomo che, malgrado le nefandezze che hanno lastricato la sua storia, ha generato a sua volta meraviglie nel pensiero e nell’arte. Non rimarrà traccia dello sforzo immane di un’umanità dolente ma creativa e spesso sublime.
    Allora mi invento una archivio ultracosmico dove vengono conservate le immagini e il sonoro di questa incredibile avventura.

  3. Per molto tempo mi sono sentita pienamente soddisfatta dalla teoria del big bang ossia, detta in soldoni, che tutto è cominciato con l’esplosione di un microscopico granellino di materia concentratissima. Poi un giorno mi sono ritrovata a riflettere che l’esplosione è il punto di arrivo, non di partenza: il punto di partenza è il granellino. E quello da dove viene? E la teoria non mi ha più soddisfatta.

  4. (Daniela Martino)
    Apprezzo tantissimo le sue riflessioni: sono chiare, profonde. È bello che l’attenzione si sposti dalle semplici tradizioni natalizie per andare al cuore vero del mistero dell’esistenza e della vita.
    Il suo testo è come un ponte che collega la vastità dell’universo alla nostra vita limitata, esplorando con onestà quello spazio delicato che c’è tra la fede e la ragione. È un’affermazione bellissima e coraggiosa della dignità che ha l’essere umano nel cercare e farsi domande sulla realtà, anche quando questa è difficile da comprendere con la sola logica.

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