5 pensieri su “Lenin, il terrore rosso e i comunisti (anche italiani) finiti nei gulag

  1. Leggere questo articolo mi ha ricordato una pagina delle memorie del dissidente cattolico slovacco Silvester Kr?méry, in cui racconta come un ex alto funzionario della StB (la polizia politica del regime comunista), finito poi anche lui in cella, spiegava cosa ci fosse realmente dietro quel bisogno assoluto di terrorizzare il prossimo. Cito traducendo al volo dallo slovacco:
    “Alcuni pensano che il nostro scopo fosse reprimere i nostri principali nemici. Certo, anche quello. Ma il nostro obiettivo principale era la conquista totale del potere. Se avessimo arrestato e liquidato soltanto coloro che lavoravano contro di noi, che raccoglievano armi e ricetrasmittenti, gli altri si sarebbero protetti, avrebbero avuto la certezza che niente poteva colpirli. Ma quello non era il nostro obiettivo principale! Noi volevamo che tutti gli altri, anche gli innocenti, tremassero di paura giorno e notte, che non avessero alcuna garanzia di sopravvivere a quest’epoca. Anche se si fossero comportati in modo irreprensibile ed avessero scrupolosamente evitato qualsiasi resistenza politica o di potere e qualsiasi opposizione. Volevamo essere qui i dominatori e i padroni assoluti.
    Il potere assoluto non ammette limitazioni. Avere tutti in proprio potere richiedeva che tutti tremassero nell’incertezza e cercassero di conquistarsi il nostro favore; che chiunque voglia salvarsi denunci ogni segno di dissenso e di opinione diversa; che tutti ci temessero e nessuno potesse fidarsi di nessuno. Per questo dovevamo sempre arrestare e liquidare anche molti innocenti, e persino la nostra stessa gente. Affinché preferissero denunciare in anticipo – persino il proprio padre, fratello, marito – pur di salvarsi almeno loro stessi.”

    1. Esatto, la conquista totale del potere con un controllo capillare delle coscienze, in modo da ridurre al minimo l’utilizzo di strumenti coercitivi. Ciò nonostante, questo minimo è stato elevato, cinico e sanguinario

    2. Esatto, la conquista di un potere totale attraverso un controllo capillare delle coscienze, anche allo scopo di ridurre al minimo il ricorso a strumenti coercitivi. Ciò nonostante, tale minimo e stato elevato, cinico e sanguinario.

  2. Meglio usare l’espressione più cautelativa, perché non sono in grado di verificare se Togliatti sapesse tutto o in parte e soprattutto se concordasse o almeno in parte subisse le decisioni di Mosca.

  3. Io veramente sapevo che Togliatti collaborava in pieno, e che le condanne a morte degli italiani erano approvate da lui, non che “conosceva almeno in parte” quello che succedeva.

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