

Nei circa tre mesi da quando è iniziata la tregua a Gaza, Hamas ha più volte violato le condizioni della stessa, spesso senza che i media internazionali ne tengano conto. In tal modo, quando Israele reagisce, si ha la falsa percezione che sia stato lo Stato ebraico a cominciare, e non il contrario.
Per fare un esempio, ai primi di gennaio Hamas ha tentato di lanciare un razzo da Gaza City verso Israele, in aperta violazione dei termini dell’accordo. Ma non si è trattato di un caso isolato. Hamas ha ripetutamente attaccato le truppe israeliane uscendo da tunnel sotterranei e facendo aprire il fuoco ai suoi cecchini, dopo aver superato la linea gialla che marca il confine con l’area controllata dall’IDF.
Altrettanto significativo è ciò che non è successo. Come ha ricordato il sito “HonestReporting”, oltre ad aver apertamente rifiutato il disarmo, Hamas tiene ancora i resti dell’ultimo ostaggio israeliano, Ran Gvili. Secondo l’accordo, tutti gli ostaggi, vivi o morti, dovevano essere restituiti entro 72 ore. Tre mesi dopo, il corpo di Gvili è ancora nelle mani dei terroristi.
Le violazioni di Hamas
La rivista americana “Long War Journal” ha tenuto traccia di tutte le violazioni della tregua commesse da Hamas a Gaza, in un arco di tempo che va dal 13 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026. Complessivamente, secondo i loro dati, Hamas avrebbe violato la tregua 79 volte in tre mesi.



Quando l’accordo per la tregua è stato firmato, c’erano ancora 48 ostaggi a Gaza. Hamas ha ritardato per sette volte la liberazione di quelli vivi e la restituzione di quelli morti. E fintanto che il corpo di Gvili è ancora a Gaza, non si potrà passare alla Fase 2 della tregua.
A parte gli ostaggi, secondo i dati raccolti Hamas ha violato la tregua anche attaccando l’IDF per 13 volte, attraverso i loro cecchini, sparando RPG, tendendo imboscate o usando trappole esplosive. In alcuni casi queste violazioni, talvolta avvenute dopo che i terroristi sbucavano fuori dai tunnel apposta per compiere gli attacchi, hanno provocato la morte di diversi soldati israeliani.
Altre 50 violazioni sono avvenute quando membri di Hamas hanno attraversato senza autorizzazione la linea gialla, sconfinando nel territorio controllato dall’IDF come previsto nella Fase 1. In diversi casi, coloro che hanno sconfinato lo hanno fatto per tendere imboscate alle truppe israeliane o piazzare esplosivi.
Spesso le violazioni della tregua da parte di Hamas non danneggiano solo Israele, ma anche i palestinesi. I terroristi hanno spesso ucciso in esecuzioni pubbliche i gazawi accusati di collaborazionismo o affiliati ai clan che contendono al movimento terroristico il controllo di Gaza. Inoltre, in almeno due occasioni, uomini di Hamas hanno sparato razzi, ma uno di questi è tornato indietro ed è ricaduto a Gaza, vicino a un ospedale.
Le violazioni di Hezbollah
Secondo “HonestReporting”, dal 27 novembre 2024 al 15 dicembre 2025 Hezbollah ha violato per 1.925 volte le condizioni della tregua. In particolare, nel momento in cui scriviamo, l’organizzazione terroristica sciita ha rifiutato il disarmo e di ritirarsi oltre il fiume Litani.
Tra tutte queste violazioni, in 998 casi c’è stata una risposta armata dell’IDF, mentre in altri 575 casi la risposta contro Hezbollah è avvenuta da parte dell’esercito libanese.

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