4 pensieri su “Le università britanniche nella morsa di Pechino

  1. (Daniela Martino)
    È una situazione che evoca un sorriso amaro. Chi avrebbe mai pensato che i successori dei grandi esploratori, scienziati e cartografi britannici sarebbero finiti a censurare le proprie mappe e i propri studi per non offendere un governo straniero? L’establishment scientifico e culturale britannico si trova a fare i conti non con i limiti della scienza, ma con i limiti imposti dal bilancio. È l’ironia della storia.

  2. La cultura occidentale in svendita, in USA in nome e per conto della Palestina, nel Regno Unito asserviti alla Cina, Cina che ogni giorno si trova con accuse di spionaggio e cybersecurity per i suoi prodotti tecenologici, dalla auto elettriche alla turbine eoliche, oggi anche per l’impiego della AI per l’hackeraggio.

  3. Sono stati accomodanti per anni nei confronti dei russi e ora lo sono con i cinesi.
    La lezione non è stata appresa e meno male che dovevano fare prima gli interessi britannici di quelli europei con la brexit. In più hanno problemi con gang islamiche e infiltrazioni fondamentaliste. Certi progressisti e anche conservatori affamati di soldi facili a furia di essere tolleranti con tutti finiranno col divenire una minoranza sgradita e oppressa da quelli che volevano tutelare e agevolare. Altro che ritorno dell’impero.

  4. bruttissimo segnale! giorni fa è stato menzionato il soft power “sporco”, mi pare che questo ne sia un ulteriore esempio. e in italia come stanno le cose? possiamo considerarci immuni?

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