Ogni anno in Cina ad aprile si celebra il Qingming festival, noto anche come giorno della pulizia delle tombe. L’Antico Libro Tang descrive questa usanza e se ne trovano menzioni nella poesia classica. Il Qingming festival cade il 15° giorno dopo l’equinozio di primavera nel calendario lunare cinese e in quel giorno le famiglie rendono omaggio alle tombe degli antenati con fiori e offerte di cibo e bruciando incenso e oggetti di carta che simboleggiano beni terreni.
Quest’anno è stato fatto divieto alla popolazione di portare fiori e ricordare il Premier Li Keqiang, scomparso ad ottobre 2023. Solitamente l’espressione del cordoglio pubblico in Cina è limitato dalla presenza in loco della polizia, che porta via tutti i fiori e disperde le persone, questo accade perchè è vietato assembrarsi, quindi ogni manifestazione pubblica che vede coinvolte molte persone è tecnicamente illegale. Inoltre c’è da considerare che piangere in pubblico un premier in Cina ha senza dubbio altri significati che sfuggirebbero a un osservatore estero. Subito dopo la morte di Li a ottobre scorso ci furono moltissimi utenti social che su Weibo ne piangevano la scomparsa, il punto è che da vivo Li non era stato mai particolarmente amato, ma secondo un’antico modo di vedere cinese, se ne può giudicare l’operato “alla luce della luna” perchè dopo morto non potrà più commettere errori che ne inficiano il ricordo. Oltretutto Li Keqiang, che durante il 20° Congresso nazionale del Partito comunista cinese nell’ottobre 2022 si era dimesso dal Comitato centrale del PCC, apparteneva al gruppo di politici che faceva capo a Hu Jintao, portato via alla chiusura dello stesso Congresso. Sebbene sia stato escluso dalla trascrizione ufficiale, il suo discorso di addio conteneva l’osservazione: “Mentre le persone lavorano, il cielo veglia. Il cielo ha occhi”, riferendosi ai dissapori con Xi Jinping che si erano conclusi con il suo pensionamento anticipato. Ricordiamo che sia Li Keqiang che Hu Jintao erano sostenitori della linea di Deng Xiaoping “Aperture e Riforme” sostituita da Xi con la sua “Wolf Warrior”. Quindi secondo la logica cinese piangere Li è come dire che il popolo appoggia la sua visione e non quella di chi lo ha messo da parte, cioè Xi Jinping.
Il consenso popolare di Xi è in caduta libera da circa tre anni, in sostanza dalle misure drastiche attuate durante l’emergenza Covid e dalle conseguenze economiche che queste hanno scatenato. La popolazione ha usato tutti i mezzi a disposizione per mettere in evidenza il proprio scontento, compreso le manifestazioni di pubblico dissenso come lo striscione sul ponte Sitong a Pechino che, durante l’apertura del 20° Congresso nazionale del Partito a ottobre 2022, chiedeva le dimissioni di Xi. Un gesto che è costato caro a Peng Lifa, l’uomo che ha osato sfidare il Presidente e che da allora è scomparso dalla vista pubblica. Tutto questo evidenzia l’esasperazione della popolazione nei confronti del Governo, quello che però comincia a emergere è un certo timore da parte delle autorità. Le crepe nell’immagine di un paese impenetrabile sono visibili anche all’estero e questo senza dubbio irrita l’Imperatore.


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