

«Faremo circondare i seggi dall’ICE… Mettiamo in chiaro una cosa… Non permetteremo mai più che un’elezione venga rubata». La frase è di Steve Bannon e non arriva da un retroscena o da un’interpretazione malevola: l’ha pronunciata nel corso del suo podcast War Room, in un intervento video che circola integralmente online.

Ogni volta che Bannon rilascia dichiarazioni sopra le righe, scatta il riflesso rassicurante: è un cane sciolto, un battitore libero, uno che parla per sé. Una figura rumorosa ma, si dice, non rappresentativa. È una lettura comoda, anche perché consente di archiviare frasi impegnative come semplici provocazioni.
Il punto è che, negli ultimi anni, affermazioni nate ai margini del discorso politico hanno spesso finito per influenzarne il cuore. Prima vengono liquidate come iperboli, poi diventano cornice interpretativa, infine orientano il modo in cui si leggono eventi e decisioni. L’idea di un presidio delle forze di ICE attorno ai seggi elettorali si inserisce in questa dinamica: oggi appare come forzatura retorica, domani può trasformarsi in “preoccupazione legittima”, dopodomani in proposta operativa.
Al di là del tono, la questione è istituzionale. Negli Stati Uniti l’organizzazione delle elezioni è competenza degli Stati e delle autorità locali. La presenza di apparati federali di sicurezza in prossimità dei seggi tocca un punto delicato, che la storia giuridica americana ha trattato con particolare cautela: il voto deve essere libero non solo sul piano formale, ma anche su quello della percezione. Qualunque elemento che possa essere interpretato come pressione o intimidazione è considerato incompatibile con la regolarità del processo elettorale.
La formulazione usata da Bannon non insiste su procedure o garanzie tecniche, ma su immagini di controllo fisico e su una premessa politica forte (Trump la usò per tutta la campagna elettorale del 2020 e si sa come andò a finire: l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021): l’idea che le elezioni possano essere “rubate” come condizione di partenza, non come ipotesi da verificare. In questo modo il voto viene descritto non come atto sovrano da tutelare, bensì come evento intrinsecamente sospetto da sorvegliare.
Si tratta di uno slittamento rilevante. Nella logica liberaldemocratica, il processo elettorale è presunto legittimo finché non emergano prove contrarie; eventuali irregolarità si affrontano attraverso strumenti giuridici successivi. Se invece il sospetto diventa il punto di partenza, si apre la strada a una concezione securitaria del voto, in cui la legittimità dipende sempre più da chi “controlla” il processo, oltre che da chi vi partecipa.
Anche qualora simili scenari non si traducano in misure concrete, l’effetto sul piano politico e culturale è significativo. L’idea di un’elezione come potenziale problema di ordine pubblico incide sulla fiducia collettiva nelle regole del gioco. E la stabilità di un sistema democratico dipende in larga misura da quella fiducia condivisa: dalla disponibilità ad accettare il risultato, anche quando non è favorevole.
In questo quadro, il tema non è tanto la posizione formale di Bannon, quanto il tipo di clima che simili affermazioni contribuiscono a costruire. Le democrazie non si trasformano solo attraverso le norme, ma anche attraverso le aspettative e le rappresentazioni del processo politico. Quando cambia il modo in cui si parla del voto, spesso sta già cambiando il modo in cui lo si concepisce.

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Ricordiamo anche da noi in Italia quando il centrodestra con Berlusconi si apprestava a urlare di brogli dopo la vittoria al limite del centrosinistra nel 2006, prima di fare tutte le verifiche e tutti i controlli in merito.
Diciamo che i cattivi maestri e capi popolo noi li avevamo già, ancora prima dei social e dell’ascesa del populismo. Anzi, quest’ultimo con noi è nato con Berlusconi, i suoi mezzi di comunicazione e il suo modo di fare politica da stadio.
Se vi aggiungiamo le reiterate dichiarazioni del POTUS di cancellare il voto on line, allora le dichiarazioni di Bannon non sono più tanto peregrine. Uno + uno…