3 pensieri su “Le fragilità del liberalismo nell’età della polarizzazione populista

  1. Io sono incline a pensare che la sconfitta del grande avversario (a mio avviso e’ innegabile che il comunismo abbia rivestito in occidente un grande fascino, anche per chi comunista non lo é mai stato) abbia lasciato il mondo occidentale senza avversari.
    Molte delle conquiste sono state ottenute grazie ad una mediazione tra un mondo industriale egoista ma che produceva molta ricchezza e la paura che gli stati passassero dall’altra parte.
    Quando non c’è stato più pericolo, non c’è stato più bisogno di innovare. Nessuno chiedeva più le cose che venivano chieste prima: l’egoismo è diventato pervasivo.

    La paura e la solitudine generate dall’egoismo sono poi tra le cause che l’articolo cita per l’avanzata dei nazionalismi.

    Mi ricorderò sempre la fine dei 70 e gli 80.
    L’elezione di Papa Giovanni Paolo 2 ha fatto scoprire a molti la realtà del popolo polacco. Le vicende più antiche e, poi, l’occupazione nazista prima e comunista (per 35 anni !!!) dopo non avevano scalfito l’anima di quel popolo, la dignità e la Fede.
    Sono bastati una quindicina (forse meno ?) d’anni di « liberalismo economico » senza contraddittorio per cambiare radicalmente.

  2. Grazie Stefano. Diagnosi lucida e impietosa. Noi, beneficiari unici degli 80 anni più fulgidi della storia, credevamo di stare finalmente approdando alla civiltà. Il male ha radici più profonde ed è inestirpabile. Nadia Mai

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  3. L’illusione è stata quella di pensare di trattare le questioni estere e i rapporti anche con regimi autoritari e dittatoriali come si trattano quelle interne in una democrazia.
    Sarebbe come trattare con ribelli e terroristi interni solo attraverso i normali canali diplomatici del dialogo e della mediazione davanti a certe azioni aggressive e di lotta armata. No, serve anche la forza bruta per far prevalere l’autorità dello Stato e delle sue leggi; così deve avvenire con certe questioni estere.
    Inutile illudersi che certe organizzazioni internazionali possano cambiare le sorti di certi Paesi e popoli. E’ avvenuto il contrario, le hanno sfruttate per i propri scopi e per continuare le proprie politiche più o meno criminali a danno della popolazione interna e talvolta a danno di altri Paesi vicini con cui avevano e hanno vari rapporti.

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