2 pensieri su “Le foibe tra verità, memoria e tribù

  1. “Qualche” analogia con l’eccidio di Trieste del 1953? Di questo altrettanto orribile evento non mi sembra si parli tanto.
    Ma tornando alle foibe è anche l’efferatezza a destare orrore, né si può moralmente accettare che esse siano state la legittima risposta agli orrori degli Ustascia di Ante Pavelic appoggiati da reparti italiani in Croazia durante la guerra.
    Infine, come tipico cesto di cliegie, cosa dire del trattamento che ebbero in Italia i profughi istriani? Un connotato comune, la dogmatica, unilaterale e indiscrimanata generalizzazione

  2. Coloro che difendono la propria parte coinvolta vittima in un conflitto, dicono che minimizzare certi fatti e giustificare certi crimini non è una cosa sbagliata perché il nemico ha fatto cose ben peggiori.
    In guerra può capitare di tutto, ma finito il conflitto credo che tali azioni siano solo una dimostrazione di vendetta non necessaria e non cancellano i propri crimini commessi, nonostante possa essere comprensibile l’odio e il male arrecati dal nemico e i suoi complici iniziando il conflitto e che una fine delle ostilità non potrà cancellare facilmente.

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