Secondo Novaya Gazeta e Meduza le elezioni presidenziali del 2024 sono le più truccate della storia della Russia moderna. A dirlo sono gli studi del matematico Sergei Shpilkin, che rivelerebbero che la metà dei voti non elettronici ottenuti da Putin sono stati falsificati.
Il metodo seguito da Shpilkin si basa sulla verifica delle numerose anomalie rilevate nella distribuzione dei voti sull’intero territorio della Federazione Russa, confrontando affluenza e percentuale incassata da ciascun candidato e ricavandone un dato in grado di indicare la quantità di voti “aggiunti” al Presidente. In base a questi calcoli, circa 31,6 milioni di voti sui 64,7 milioni emersi dalle urne in favore dello zar sarebbero non veritieri.
Il consenso record, secondo fonti del Cremlino, interpellate da Meduza, sarebbe la conseguenza della volontà espressa dall’amministrazione presidenziale nelle settimane precedenti il voto, di assicurare al presidente una percentuale dell’80% ed un’affluenza non inferiore al 70%. Questi sarebbero stati quindi interpretati come una “soglia minima”, al punto che il Vice Capo di Gabinetto Sergej Kirienko avrebbe assunto personalmente l’impegno di “mostrare al presidente numeri molto alti”.
Secondo uno stratega interpellato dalla testata sarebbe quindi partita una sorta di competizione tra le varie amministrazioni regionali, con quelle dell’estremo oriente russo, che si sarebbero prefissate l’obiettivo di stupire il Presidente, anche in considerazione del fatto che sarebbero state le prime a chiudere i seggi ed effettuare i conteggi. Non a caso in tutto l’Est il consenso per Putin ha superato l’85%, fatta eccezione per Khabarovsk Kraj, considerata una regione ribelle, fermatasi all’80%. Nessuno si sarebbe posto il problema che esagerare con le percentuali avrebbe reso i risultati sospetti. Al contrario Kirienko, molto soddisfatto per il risultato, avrebbe poi ringraziato personalmente le varie amministrazioni per il lavoro svolto. Con queste nuove “modalità” persino la regione di Mosca ha assicurato al dittatore una percentuale dell’85% quasi in linea con quella nazionale, a differenza di 6 anni fa, quando la percentuale incassata da Putin era stata del 5% inferiore al dato generale.
Vista la massiccia mobilitazione dell’intero apparato di potere putiniano, a poco o nulla sono servite le denunce degli osservatori della ONG di difesa dei diritti degli elettori Golos (recentemente dichiarata “agente straniero” ed il cui co-presidente Grigory Melkonyants è stato arrestato), che ha anche pubblicato alcuni video che dimostrano i brogli avvenuti in alcuni seggi, come al 2325 di Krasnodar.
Altro elemento che ha incuriosito molti osservatori è il fatto che nonostante le percentuali bassissime incassate dagli altri tre candidati, nessuno di loro sia sceso sotto il 3%. La ragione è che tenersi al di sopra di quella soglia assicura al partito del candidato un rimborso di 152 rubli per ogni voto ottenuto, che nel caso degli sconfitti assicura un “premio di consolazione” pari a circa 5 milioni di dollari ciascuno. Ovviamente con i ringraziamenti del Presidente per aver partecipato alla farsa.
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