L’ex ministro degli Esteri cinese Qin Gang, che è scomparso dalla scena pubblica dal giugno dello scorso anno, si è dimesso da membro della legislatura nazionale.
L’annuncio è stato dato in chiusura di una riunione del Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo e coincide con l’avvicinarsi delle “due sessioni” programmate per il 5 marzo.
La dichiarazione afferma che Qin non è stato licenziato o espulso e le sue dimissioni sono state accettate dal Congresso del popolo di Tianjin. La notizia arriva lo stesso giorno in cui è confermata la rimozione dell’ex ministro della Difesa Li Shangfu dalla Commissione Militare Centrale del Partito Comunista.
Li è scomparso alla fine di agosto ed è stato espulso dal ministero lo scorso dicembre, prima di essere rimosso dalla commissione guidata da Xi. Lo scorso ottobre Qin è stato privato del suo incarico di consigliere di stato, ma rimane ancora membro del Comitato Centrale del Partito Comunista che si compone di 205 persone. Pechino non ha offerto alcuna spiegazione ufficiale sul perché Qin e Li siano stati rimossi.
Per quasi otto mesi i diplomatici di tutto il mondo si sono interrogati sull’improvvisa scomparsa e sul licenziamento del ministro degli Esteri cinese, gli osservatori cinesi hanno condiviso molte speculazioni. Le teorie sulla caduta dal potere di Qin si sono concentrate sulla sua relazione con la giornalista televisiva Fu Xiaotian.
Le più fantasiose diffuse dalla stampa riguardano la speculazione secondo cui Fu era un agente di un servizio di intelligence straniero e che la cosa avrebbe compromesso Qin.
I funzionari cinesi, secondo teorie mai verificate, ritengono che Fu abbia servito come agente britannico per più di un decennio.
Le storie di spionaggio sono sempre affascinanti, come anche le teorie che lo danno rinchiuso nella struttura speciale per alti funzionari militari e politici cinesi nota come “Ospedale 301”, ma nessuno ha mai confermato nulla.
Quello che sappiamo è che Qin è stato rimosso dopo pochi mesi che era rientrato dagli Stati Uniti per ricoprire la carica di ministro degli Esteri e non è mai più apparso in pubblico da giugno scorso. Li Shangfu è stato accusato di corruzione e la sua rimozione è stata annunciata, ma non il suo destino. A questo ha fatto seguito un grande rimpasto che vede i funzionari della Marina e quelli dell’Esercito rimasti con una catena di comando decapitata e sostituita.
Dopo aver saltato il Terzo Plenum ad ottobre, una cosa decisamente inconsueta, il governo cinese ha annunciato le due sessioni* per marzo e probablimente è questo il motivo delle notizie rilasciate oggi.
Nessuno avrebbe voluto che a dominare l’evento fossero ancora una volta le speculazioni della stampa straniera la quale, a differenza di quella interna al paese, ha l’abitudine di porre domande anche scomode e di pretendere una qualche risposta.
*”Due sessioni” si riferisce agli incontri parlamentari annuali della Cina:
la seconda sessione del 14° Congresso nazionale del popolo (Anp) e la seconda sessione del 14° Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese (Cpcpc) si apriranno rispettivamente il 5 e 4 marzo 2024





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