Più che effetto boomerang si potrebbe parlare di “effetto banana”. Al di là della somiglianza nelle forme, le iniziative assunte dalla Federazione Russa per “sanzionare” alcuni paesi ostili si stanno rivelando punitive per la stessa popolazione russa.
E’ il caso dell’Ecuador, destinatario di provvedimenti draconiani relativi all’importazione di banane verso la Federazione Russa, dopo che il piccolo paese sudamericano aveva stretto un accordo con il governo degli Stati Uniti per la cessione a Washington di vecchi armamenti sovietici (18 sistemi di lancio missilistici multipli Grad, 12 sistemi mobili di razzi Osa, 150 cannoni antiaerei di vario tipo e una serie di manpad Igla e Strela), in cambio di armamenti nuovi per il controvalore di circa 200 milioni di dollari.
Subodorando il rischio che le vecchie attrezzature potessero essere destinate all’Ucraina, riporta il giornale telematico di opposizione “The Bell”, l’ente russo per la sicurezza alimentare Rosselkhoznadzor ha improvvisamente “scoperto” tracce di un insetto dannoso nelle banane ecuadoriane e ha escluso cinque aziende ecuadoriane dal mercato russo. In totale, il divieto colpisce circa il 30% delle importazioni di banane russe dall’Ecuador. Una tecnica non nuova, che la Russia ha già messo in atto per adottare ritorsioni non dichiarate in risposta ad altre iniziative simili.
Un bel grattacapo per il paese latino, che esporta verso la Russia banane per circa 700 milioni di dollari l’anno, pari al 2,5% delle esportazioni totali. Ma a pagare letteralmente il prezzo più salato in questo momento sono i cittadini russi, tra i quali il frutto giallo è in assoluto il più popolare, soprattutto tra le ampie fasce di popolazioni povere (rappresentano da sole il 21,7% del totale di vendita di frutta). Il prezzo, dall’inizio delle ostilità in Ucraina è già salito del 75%, molto più della media dei prodotti alimentari, che si attesta intorno al 20%.
La nuova stretta, unita alla difficoltà di reperire mercati alternativi, potrebbe far schizzare ulteriormente in alto il costo della frutta, causando squilibri alimentari, legati alla scarsa assunzione di vitamine e nutrienti (con un conseguente rischio di peggioramento della salute collettiva), oltre a determinare una ancora maggiore spinta inflattiva.
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