1 ha pensato a “L’aquila e l’altare. Ortodossia e regime nella Russia di Putin

  1. Ottimo, veramente un bel pezzo che spiega come il potere politico sia penetrato a fondo nel controllo dello stato e dei suoi cittadini dato che l’unione tra Chiesa e Stato ha cancellato quanto rimaneva di un embrione di democrazia post collasso.

    Mi permetto alcune osservazioni figlie di una mia recente lettura (gli uomini di putin, di C. Belton) grazie alla quale ho appreso che parte del successo di questo connubio sia da ascrivere anche al marito in seconde nozze di Margherita Agnelli, quel Serge de Pahle (vicepresidente della Fiat per le relazioni internazionali ai tempi del matrimonio) che contribuì a organizzare (con il benestare del putrido, allora vicesindaco di S. Pietroburgo) il ritorno in Russia di Konstantin Malofeev, ultimo erede degli zar, pronipote del Granduca Vladimir Kirillovi?.
    Entrambi (Malofeev e de Pahle erano parte della fazione dei <> con Malofeev a rappresentare quanto rimaneva dell’aristocrazia zarista in esilio a Parigi) hanno contribuito alla causa con: fondo di investimento Marshall Capital e con la Fondazione di San Basilio Magno, ente di beneficenza russo-ortodosso.

    Erano i primi anni 2000 ed entrambi i 2 progetti contribuirono enormemente al nascente progetto politico della cricca di putin, la Kremlin Inc. ovvero il ripristino dell’impero zarista (voluto da un ?ekistia, sig!!) usando i gruppi nazionalisti di estrema destra con il supporto della religione ortodossa a puntellare la narrazione alla base della prima versione del Soft-Power russo: la difesa dei valori “familiari” contro la tolleranza e il liberalismo occidentali.

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