di Luca Bugada
Il giornalista e saggista Giancristiano Desiderio nel suo ultimo studio, intitolato L’Anti-Marx. Anatomia di un fallimento annunciato (Ed. Rubbettino), mette a tema l’eredità problematica del marxismo, in particolare modo “in Italia, dove […] [quest’ultimo] è penetrato in profondità fin dall’immediato secondo dopoguerra con una strategia di diffusione e controllo concepita e voluta direttamente dal Pci”. Un’accoglienza priva “di una ragion critica” che, secondo l’autore, ha contribuito a creare uno iato profondo tra la sinistra e la cultura propriamente liberale, un legame invece necessario onde evitare di scadere e di “cavalcare, di volta in volta, il giustizialismo, lo statalismo, il populismo, l’egualitarismo, il vittimismo”. Conseguenze peraltro inevitabili, riconducibili a un sistema di pensiero gravato da un profondo dogmatismo, nemico della libertà dei popoli: “Il marxismo, infatti, non è una filosofia del potere ma una filosofia di potere”.
Il marxismo, secondo Desiderio, risulta privo di una teoria organica dello Stato, ignorando la questione decisiva insita nello stile di vita moderno e occidentale, cioè l’interrogativo circa il limite del potere, “al contrario […] si è sempre posto il problema opposto: la conquista e la conservazione del potere creando volutamente una filosofia politica o, meglio, una politica filosofica che avesse come premessa la rottura degli argini posti a garanzia delle libertà degli uomini”.
Il lascito ideologico tramandato dalla filosofia chiamata a cambiare il mondo, e non solo a concettualizzarlo, almeno secondo gli intenti professati dal filosofo tedesco, esibisce un profilo drammatico, alimentando “una cultura politica ideologica che ha impedito che si affermasse in Italia una mentalità antitotalitaria”, e diffondendo, inoltre, “un programma antiscientifico che tuttora pesa nella scuola, nell’economia, nella giustizia e, naturalmente, in politica”.
I luoghi del sapere, della cultura e della giustizia, nonché quelli della produzione di ricchezze e di opportunità per tutti, sono stati lentamente, ma inesorabilmente, impregnati di “una retorica anticapitalista che dileggia e rifiuta la libertà di mercato nel mentre beneficia dei suoi vantaggi”, rivendicando, inoltre, “una presunta ma inesistente superiorità intellettuale e morale”.
La farsa odierna, frutto di un’inconsapevole rimozione intellettuale e politica da parte degli ultimi epigoni ed estimatori del filosofo di Treviri, storicamente successiva al momento del dramma, ripropone stancamente cliché e profezie già smentite tanto dalla logica quanto dalla storia, impedendo, tuttavia, una seria indagine critica del marxismo, “perché il mondo così com’è non va bene e non va verso la direzione giusta”.
Un atteggiamento nostalgico e apologetico, teso a “proteggere la teoria marxista dai fatti”, realizzando, quindi, un “capovolgimento del metodo scientifico”, una stortura metodologica che “invece di falsificare e correggere la teoria manipola i fatti”.
Lo scritto di Desiderio denuncia il rischio di derive illiberali e antiscientifiche riconducibili alla diffusione dell’insegnamento marxista divenuto, nel corso degli anni, “un costume immorale o una seconda pelle”. Una presa di posizione, quella dell’autore, articolata e complessa, meditata e fondata sulla conoscenza puntuale dei testi di Karl Marx, la cui “anatomia [di] pensiero è da cercare nell’hegelismo e nel suo convincimento di averlo superato”.
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Ricordo di aver letto che lo stesso Lenin (credo a margine di un consiglio dei soviet) arrivò ad prendere atto che l’ideale del comunismo non veniva accettato con il dovuto entusiasmo e che pertanto lo si dovesse imporre con la forza “per il bene del proletario”. Su questa prima fandonia, il bene per il proletariato, si è costruito un sistema basato sulla menzogna e sulla manipolazione della realtà
In Italia l’ultimo e forse unico marxista fu Gramsci. Con Marx tutti gli altri non hanno avuto nulla a che fare, nel bene e nel male. Per lo meno se parliamo di politici e non puri intellettuali. Per quanto riguarda gli studiosi, il discorso può essere un pochino diverso.
Già scaricato sul Kindle 🙂