
In un thread postato su X alcuni mesi fa avevo parlato del Rossotrudnichestvo e dei suoi legami con Casa Russia a Roma, a sua volta collegata con l’ambasciata di Mosca nella capitale.
Approfondiamo adesso i dettagli sul personale dell’ambasciata, sulla base di nuove informazioni osint raccolte principalmente dal Robert Lansing Institute (RLI) e da altre fonti in rete.
Partiamo da un presupposto di base.
L’organigramma delle ambasciate russe prevede l’assegnazione rituale di una serie di posizioni operative, garantite da copertura diplomatica, a funzionari nominati o comunque approvati dai servizi segreti, secondo criteri di lottizzazione correlati agli equilibri interni in atto in quel momento al Cremlino. Il che, pur non significando che il funzionario prescelto debba necessariamente essere un agente effettivo (potrebbe anche essere un diplomatico professionista dipendente dal MdE), rende quella posizione di fatto controllata da quel determinato servizio al quale il funzionario deve comunque rendere conto.

Premesso questo l’Ambasciata Russa a Roma (ARR) di via Gaeta 5 è attualmente affidata ad Alexey Paramonov, già console a Milano tra il 2008 ed il 2013 e quindi nominato ambasciatore il 4/4/23 in sostituzione dello screditato Sergey Razov, che copriva quel ruolo dal 2013 e che da dopo l’invasione si era esibito in una lunga teoria di provocazioni, minacce e polemiche assolutamente irrituali contro lo stato italiano e le sue istituzioni.
Apparentemente meno conflittuale del suo predecessore nella postura esteriore, Paramonov si trova alla guida di quello che rimane un concentrato di intelligence russa nel cuore dello stato italiano.
Secondo il RLI infatti, quasi un terzo dei funzionari russi in servizio presso la ARR, tra quelli garantiti da copertura diplomatica, appaiono correlati ad uno dei tre servizi di Mosca: SVR (esteri), FSB (interni), GRU (militari).
In realtà incrociando i dati, sarebbero ben 19 gli affiliati ai servizi russi sui circa 40 agenti diplomatici in forza a via Gaeta.
Vediamo chi sono.
Andrei Kharchenko. Nel 2018 aveva il ruolo di primo segretario dell’ambasciata russa ed è considerato associato allo SVR ovvero più probabilmente, secondo quanto riferito dal giornalista Stefano Vergine coautore con Giovanni Tizian di una inchiesta per Domani e The Insider , al V Servizio FSB responsabile per le relazioni esterne . In particolare Kharchenko sarebbe stato collegato alle unità FSB 33965, 10285 e quindi 26047. (1)
Kharchenko, secondo The Insider, è colui che ha accompagnato Savoini e Salvini (che all’epoca era ministro degli interni del governo Conte) a Mosca in occasione dell’incontro all’Hotel Metropol del 18/10/18 ed è noto per essere un eurasiatista seguace di Dugin con cui aveva discusso il proprio dottorato in filosofia.
Il suo ruolo presso l’ambasciata di Roma è confermato dall’annuario Consolati di carriera ed onorari esteri ed. 17/3/23 edito dal Ministero degli Esteri. Egualmente ben documentati sono i rapporti di Kharchenko con Dugin, delle cui teorie ultra-radicali ho parlato in questo articolo.



Oleg Kostyukov. Parliamo del figlio di una delle figure preminenti dell’intelligence russa, quell’Igor Kostyukov ammiraglio comandante del GRU e membro del primo cerchio di Putin, plurisanzionato in Occidente per interferenza nelle elezioni americane, avvelenamento in gran Bretagna dell’ex spia russa e confidente MI6, Sergey Skripal, nonché per gli attacchi informatici al Bundestag tedesco e all’ufficio di Angela Merkel.
Per parte sua Oleg è accreditato presso via Gaeta con il ruolo di consigliere diplomatico in carica dal 3/5/19. Più specificatamente, per i servizi italiani Kostyukov ha il ruolo di vicario dell’ufficio politico dell’ambasciata.
Il suo nome balza agli onori delle cronache a fine maggio 2022, durante il grottesco tentativo di Salvini di ritagliarsi una personale “missione diplomatica di pace” a Mosca, prevista per il 29-31 maggio e poi annullata: Kostyukov è infatti il funzionario che procura a Salvini (27/5) quei biglietti aerei Aeroflot per Mosca che il consulente di Salvini per i rapporti internazionali della Lega, Antonio Capuano, avrebbe cercato di acquistare senza però riuscirci. A tale proposito, come riportato dal quotidiano La Verità, Kostyukov avrebbe incontrato due volte Capuano il 27 maggio.
In tale occasione, secondo quanto riportato da La Stampa il 28/8/22, Kostyukov avrebbe provato a sondare attraverso Capuano, riferendone poi a Mosca, i margini di un possibile ritiro dei ministri leghisti dal governo Draghi (poi caduto due mesi più tardi) aprendo lo scenario di una possibile grave interferenza russa nella vicenda politica del governo Draghi: indiscrezioni bollate da Salvini come “fesserie“.
Al di là della faccenda in sé, rimane sullo sfondo il ruolo di Kostyukov, figura di funzionario impegnato in manovre di dubbia opportunità e titolare in Russia, assieme alla sorella Alena, di un importante patrimonio immobiliare incompatibile con lo stipendio d’un impiegato d’ambasciata.
Valentina Sokolova. Secondo l’annuario delle ambasciate estere in Italia ed. 28/11/23, pubblicato dalla Farnesina, dal 30/7/21 ha il ruolo di primo segretario d’ambasciata, dopo avere precedentemente lavorato come addetta culturale dal 2009 al 2013 e come seconda segretaria all’ambasciata russa in Vaticano, così come riportato nel suo profilo LinkedIn.
Stando a quanto riferito dal RLI, Sokolova sarebbe collegata allo SVR nonché laureata presso il MGIMO di Mosca: quotato istituto preparatorio alla carriera diplomatica che di fatto è un assetto dei servizi russi, ovvero territorio di reclutamento e di kompromat per gli studenti esteri ammessi ai suoi corsi.
Sempre secondo RLI, Sokolova è moglie di Anton Ovcharov, funzionario del Rossotrudnichestvo (ROtC) distaccato a Roma presso Casa Russia, privo però di copertura diplomatica.
Del ROtC avevamo già parlato in questo thread : qui ci basti ricordare che si tratta di una agenzia federale dipendente dal ministero degli esteri russo (MdE) incaricata di promuovere all’estero una immagine positiva della Russia attraverso iniziative culturali e umanitarie, lobbysmo, fondazioni e tessitura di trame e relazioni: in due parole soft power.
Non appare un caso quindi che nel 2015 la Sokolova abbia tenuto almeno una lezione in un liceo linguistico di San Ginesio (MC) né che abbia patrocinato, attraverso la sua posizione, eventi pubblici in collaborazione con associazioni ed enti filorussi e russisti: quali Conoscere Eurasia di Antonio Fallico di cui avevo parlato qui e l’Associazione Culturale Amici della Grande Russia di Yulia Bazarova, entrambe coinvolte nella promozione dell’immagine della Russia ed ambedue gratificate da solide entrature nei palazzi della politica italiana: ovvero requisiti assai apprezzati dal ROtC che a sua volta è ampiamente colonizzato dai servizi russi.

Darya Pushkova. Di lei ho parlato in questo thread. È la figlia di Alexey Pushkov, pezzo grosso della Duma di provata fede putinista, che aborrisce le democrazie occidentali e che attualmente è a capo della Commissione federale sulle politiche info-mediatiche: in pratica una specie di moderna Congregazione dell’Indice, incaricata di irregimentare i media russi in termini di informazione e disinformazione: ruolo correlato a quello dicc sarà sua figlia Darya, che a Roma dirige il ROtC Russkij Dom (Casa Russia), ovvero il principale veicolo di diffusione soft-power, propaganda e disinformazione russo in Italia.
Prima di passare a Roma, la Pushkova aveva diretto (2017) gli uffici di RT a Londra, dopo essersi formata in Russia presso il media di regime VGTRK, che a sua volta controlla le reti da cui trasmettono i propagandisti Olga Skabaeva e Vladimir Solovyov.

Da Roma la Pushkova diffonde quindi il soft-power russo in Italia attraverso continue iniziative asseritamente culturali: tra queste una recente (4/10/24) Russia and BRICS, dove sono state esposte opere grafiche di autori provenienti dai BRICS: una scelta che dietro il paravento dell’arte veicola palesemente l’ideologia geopolitica del Cremlino. L’evento è stato patrocinato ovviamente dalla ARR.
In sintesi Casa Russia a Roma continua indisturbata a diffondere propaganda mascherata da iniziative culturali nonostante sia oramai palese quali siano i reali obiettivi del Cremlino celati dietro questo fiorire di iniziative.
Secondo il RLI l’ufficio della Pushkova è affiliato all’SVR: il che sarebbe coerente col fatto che almeno 15 direttori dei centri ROtC Russkij Dom sparsi per il mondo sono funzionari SVR, tra cui quelli di Vienna, Varsavia e Berlino.

Gli altri funzionari della ARR identificati come correlati ai servizi russi dal RLI e dei quali la posizione diplomatica è confermata nell’annuario delle ambasciate estere in Italia ed. 28/11/23 [foto copertina annuario e foto pagina] edito dal Ministero degli Esteri, sono i seguenti:
Alexei Sharmanov. Il RLI lo considera affiliato allo SVR con il ruolo di consigliere d’ambasciata.
Svetlana Korzhova. Il RLI lo considera affiliato allo SVR con il ruolo di consigliere d’ambasciata.
Sergey Zhmirev. Il RLI lo considera affiliato allo SVR , dipartimento tecnico-scientifico con il ruolo di consigliere d’ambasciata.
Aleksandr Markov. Il RLI lo considera affiliato al GRU con il ruolo di addetto commerciale.
Vladimir Maksimov. Il RLI lo considera affiliato allo SVR con il ruolo di primo segretario
Roman Poleshchuk. Il RLI lo considera affiliato al GRU con il ruolo di primo segretario.
Taras Kurilenko. Il RLI lo considera affiliato al GRU con il ruolo di addetto navale
Damir Kurmashov. Il RLI lo considera affiliato al GRU con il ruolo di vice-addetto navale. Avrebbe il grado di colonnello.
Evgenij Panteleev. Il RLI lo considera affiliato allo FSB con il ruolo di secondo segretario.
Evghenij Belikov. Il RLI lo considera affiliato all GRU con il ruolo di secondo segretario.
Denis Sidorov. Il RLI lo considera affiliato al GRU, dipartimento tecnico-scientifico con il ruolo di primo segretario
Mikhail Belov. Il RLI lo considera affiliato allo SVR con il ruolo di attaché diplomatico.
Viacheslav Titkov. Il RLI lo considera affiliato al GRU con il ruolo di attaché diplomatico.
Aleksei Tonilin. Il RLI lo considera affiliato allo FSB con il ruolo di terzo segretario.
Vadim Gankov. Il RLI lo considera affiliato allo FSB con il ruolo di terzo segretario.
L’ambasciata di via Gaeta dunque come centro della tela di ragno della propaganda russa in Italia e tessitura di misure attive Ma anche come bancomat per le associazioni russofile italiane, abbondantemente finanziate attraverso una serie di meccanismi piramidali, come riferito da Linkiesta in una serie di articoli a firma di Massimiliano Coccia.
In sostanza, nel corso di almeno 15 anni il Cremlino via ARR ha letteralmente inondato i propri vassalli in Italia con fiumi di denaro generosamente erogati dalle fondazioni religiose di Malofeev e Yakunin, dal ROtC, dalla fondazione Russky Mir del MdE e, al di là di ogni dubbio, attraverso le borse dei servizi, verosimilmente sotto forma di traffico di criptovalute.
A parte i probabili traffici da deep web tra erogatori russi e percettori italiani, qualcosa deve essersi mosso anche sotto forma di mazzette di contante passate di tasca in tasca. Va ricordato infatti il prelievo di circa 4 milioni di € effettuato da ARR dai propri conti italiani a più riprese dopo l’inizio dell’invasione, verosimilmente per effettuare pagamenti non tracciabili. Come riferito da Repubblica nel novembre 2023, queste operazioni da parte di ARR hanno sollevato l’attenzione di Bankitalia e del suo Ufficio Informazioni Finanziarie, con una ventina di segnalazioni per operazioni sospette in 18 mesi.
Che dire poi della maldestra ed arrogante intromissione in occasione del voto del Senato italiano sull’Holodomor del 25/7/23 con cui la ARR, attraverso una nota irrituale ed antistorica, aveva cercato (inutilmente) di influenzarne il riconoscimento del genocidio ucraino da parte di Palazzo Madama?
Oltre a ciò, in tutti questi anni la ARR ha ideato, sostenuto, avallato e sponsorizzato su suolo italiano, ogni genere di iniziativa propagandistica in grado di portare acqua al mulino del Cremlino: dal rilancio mediatico di agit-prop come Andrea Lucidi, alla diffusione di fake-news, alle vere e proprie accuse forsennate ed infondate all’Italia, come ben rilevato dal Gruppo Radicali Italiani.
Per non parlare del rapporto intrattenuto con Irina Osipova, figlia del precedente presidente di Casa Russia Roma Oleg Osipov ed oggi dipendente dal Senato della Repubblica; già candidata con l’estrema destra alle comunali romane, già frequentatrice di circoli neofascisti come Terra dei Padri, già amica di neonazisti, criminali e latitanti russi ed italiani come Alexey Milchakov e Andrea Palmeri.
E che dire del rilancio ad usum cretinii, da parte della ARR della clamorosa fake-news sui fantomatici laboratori biologici americani in Ucraina, come da tradizione del più becero complottismo eversivo?

E come non ricordare il ruolo della ARR nella sponsorizzazione, quantomeno mediatica, di Ciro “Jorit” Cerullo, invitato a partecipare ai giochi della gioventù di Sochi ed addirittura chiamato ad incontrare Putin: un incontro di palese propaganda voluto ed organizzato dalla ARR, così come spiegato in questo articolo de Linkiesta.
Insomma quello che opera tra via Gaeta e Villa Abamelek è un conglomerato di forze palesemente eversive ed ostili allo stato italiano, un diffusore di propaganda e dezinformatasya, un erogatore di fondi di dubbia provenienza ed altrettanto dubbia destinazione, un tessitore di trame e relazioni al limite dell’eversivo, solidamente protette da copertura diplomatica.
In altre parole un agente del caos che opera impunito ai danni dello Stato Italiano ben oltre quelli che dovrebbero essere i ruoli di una ambasciata ospite in territorio altrui: di cui l’Italia non ha bisogno e di cui, in questa fase storica, sarebbe più che opportuno fare a meno per ovvie ragioni di sicurezza nazionale.
NOTE
(1) Unità 33965: accademia addestrativa ufficiali FSB di Mosca; Unità 10285: comando FSV di Tver; Unità 26047: V Servizio FSB.
InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908


Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Confido e spero che l’AISI abbia posto sotto attenzione tutti gli assetti russi nel nostro paese.
Diversamente sarebbe una leggerezza criminale che farebbe sorgere diverse domande.
Domando per un amico: i nostri “spiuni” AISI-AISE che fanno nel frattempo?? Giocano a canasta?? Se il giornalismo investigativo riesce ad acquisire tali messi di informazioni, possibile che non vi sia una reale e concreta azione di disturbo al soft power russo??