

L’antisemitismo è inaccettabile, grida la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo. Ma la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo accetta l’antisemitismo che la pervade.
L’antisemitismo va combattuto, grida la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo. Ma la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo non combatte l’antisemitismo che coltiva o lascia coltivare.
L’antisemitismo è da condannare, grida la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo. Ma la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo non condanna l’antisemitismo che va puntualmente assolto o negato nella Repubblica democratica fondata sull’antifascismo.
L’antisemitismo non ha diritto di cittadinanza, grida la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo. Ma l’antisemitismo ha piena cittadinanza nella Repubblica democratica fondata sull’antifascismo che ogni giorno lo legittima nei fatti, ogni giorno lo lascia correre proprio mentre dichiara di non accettarlo, di combatterlo, di condannarlo.
Il pericolo dell’antisemitismo è preoccupante, dice pensierosa la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo. Ma la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo non è impensierita dal fatto che l’antisemitismo non è un pericolo, ma una realtà.
Una realtà prodotta, accettata, non combattuta, non condannata e con piena cittadinanza nella Repubblica democratica fondata sull’antifascismo proprio mentre la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo dichiara di non accettare, di combattere, di condannare quella realtà.
E perché si comporta in questo modo la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo? Perché ci si comporta in questo modo nella Repubblica democratica fondata sull’antifascismo?
Perché non accettare l’antisemitismo è non accettare la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo così com’è, e questo la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo non può farlo.
Combattere l’antisemitismo significa combattere la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo così com’è, e questo la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo non può farlo.
Condannare l’antisemitismo significa condannare la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo così com’è, e questo la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo non può farlo.
Revocare la cittadinanza all’antisemitismo vuol dire revocare lo statuto di cittadinanza della Repubblica democratica fondata sull’antifascismo, e questo la Repubblica democratica fondata sull’antifascismo non può farlo.
Perché l’antisemitismo non è un bacillo maligno inoculato nel corpo complessivamente sano della Repubblica democratica fondata sull’antifascismo. L’antisemitismo non è un’escrescenza degenerata della Repubblica democratica fondata sull’antifascismo: è una realtà rigenerata dalla Repubblica democratica fondata sull’antifascismo.
Per questo l’antisemitismo non è un pericolo nella Repubblica democratica fondata sull’antifascismo: perché è una realtà della Repubblica democratica fondata sull’antifascismo.
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Sto cercando di smaltire le news non lette e, ovviamente, mi imbatto in Lei, carissimo Iuri Maria Prado e mi spinge ad una riflessione: ma gli appartenenti alla Repubblica democratica fondata sull’antifascismo non potrebbero essere stimolati ad emigrare?? Magari in Russia o banalmente a Gaza?? Se ci fosse una petizione firmerei di corsa!!!