Gli ucraini, ha detto Biden, «sono autorizzati» ad usare le armi americane «in prossimità del confine», in territorio russo, quando ci sono attacchi contro «target specifici» in Ucraina. Secondo il viceministro degli Esteri russo, Mikhail Galuzin, le frasi di Biden sono «ciniche e oscene», e «ogni tentativo di violare il territorio russo» indipendentemente dalla regione in cui ciò avvenga, «avrà una risposta adeguata. Coloro che ci bombardano in questo modo se ne pentiranno amaramente». (fonte corsera) I russi parlano di cinismo e oscenità e come loro costume ne parlano senza vergogna e con toni da mafioso.
E sì che da quando Putin è al potere, la Russia è uno stato terrorista. Dall’uccisione mirata di giornalisti e avversari politici, dalle invasioni ufficiali e ufficiose di stati confinanti, dall’utilizzo di milizie private alla deliberata uccisione di civili usata come strumento di guerra. E ancora dai deliberati attacchi informatici ad infrastrutture sensibili alle infiltrazioni a tutto campo nella politica e nella società occidentali, tutto questo contribuisce a fare della Russia uno Stato canaglia. Ma l’indignazione dei russi nel caso della partita ucraina rivela un ulteriore aspetto: il loro suprematismo razzista. Che è una delle ragioni per cui continuano a chiamare l’invasione dell’Ucraina un’operazione militare speciale. Putin considera gli stati sovrani nati dal disfacimento dell’Urss come una roba sua.
E’ convinto che il diritto internazionale debba sempre piegarsi agli interessi delle grandi potenze, senza che questo susciti scandalo. Ed era certo che, al di là di qualche schermaglia e qualche innocua sanzione, questa sua visione fosse nella sostanza accettata dalla comunità internazionale. I russi e tutti i nemici della supremazia americana ed occidentale sono furiosi per il fatto che non venga consentito loro di sbrigare “i loro affari” come meglio credono. La considerano un’insopportabile ingiustizia. I russi vivono la rabbiosa frustrazione di un’ex potenza globale fallita che cerca di risollevarsi. Vogliono riequilibrare a loro favore l’ordine mondiale che si è venuto a creare in conseguenza della sconfitta dell’Urss nella guerra fredda. Questo è il motivo per cui sul carro di Putin, dove già si era accomodata l’estrema destra europea, è salita anche una parte di quella sinistra che non ha mai accettato la vittoria dell’Occidente liberaldemocratico, dando vita a quel fenomeno che chiamiamo “rossobrunismo”.
Bloccare gli aiuti a Kiev e interrompere la fornitura di armi, per le vedove della guerra fredda, è soprattutto un modo per sancire il diritto della Russia a comportarsi da superpotenza senza le indebite interferenze americane ed occidentali. Allo stesso modo, insistere sul voler negoziare con Putin, è soprattutto un modo per accreditarlo come un interlocutore che qualche valida ragione in fondo ce l’ha. Questo disegno comporta il sacrificio della libertà degli ucraini, dei ceceni, dei georgiani, dei moldavi, dei bielorussi e di altri ancora. Ma cosa vuoi che sia se si raggiunge lo scopo d’indebolire e farsi beffe dello “strapotere” occidentale?
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