


Una narrazione distorta sulla morte dei bambini in Libano ha caratterizzato la copertura mediatica occidentale, così come era già avvenuto durante il conflitto a Gaza. Siti come “HonestReporting” hanno analizzato i reportage di “Associated Press” e “France 24”, evidenziando come i numeri reali delle vittime raccontino una storia ben diversa da quella diffusa. Il caso del piccolo Jawad Younes e l’utilizzo di fonti poco affidabili come il medico Ghassan Abu-Sittah mostrano quanto la manipolazione informativa possa essere sistematica.
Proprio come durante la guerra a Gaza, anche in quella in Libano i media occidentali hanno portato avanti una narrazione manipolatoria sui bambini morti, al fine di puntare il dito contro Israele. Così come in precedenza minimizzavano il ruolo di Hamas, in tempi recenti hanno minimizzato quello di Hezbollah.
Per fare luce sulla questione, il sito “HonestReporting” ha preso in esame degli esempi di informazione faziosa relativi all’agenzia di stampa “Associated Press” e all’emittente “France 24”. Il 15 aprile, entrambe le testate hanno pubblicato resoconti incentrati su 168 bambini libanesi morti nei raid, scritti in una maniera manipolatoria che induce a pensare che Israele li prenda di mira di proposito.
I numeri reali
Proprio come Hamas a Gaza ha utilizzato infrastrutture civili per scopi militari, rendendole inevitabilmente dei bersagli, Hezbollah ha fatto lo stesso nel sud del Libano. Ma, nonostante ciò, i numeri disponibili raccontano una storia ben diversa da quella diffusa dai media mainstream.
Il 10 aprile, l’IDF ha dichiarato di aver eliminato oltre 1.400 terroristi di Hezbollah durante l’Operazione Ruggito del Leone, una cifra che successivamente è salita a 1.800 (la stessa cifra è stata riportata anche dalle autorità libanesi). Se si prendono per buoni questi numeri, le vittime minorenni rappresentano solo l’8% del totale, e questo sebbene i giovani sotto i 15 anni di età rappresentino il 26% di tutta la popolazione libanese (quelli dai 15 ai 18 anni sono considerati da Hezbollah già in età da combattimento). Ciò dimostra come Israele prenda di mira i combattenti, non i civili.
Una storia privata del contesto
Sebbene sia sempre una tragedia la morte di un bambino, in questo caso i media hanno cercato di strumentalizzarle per portare avanti una narrazione distorta. Lo dimostra il caso di Jawad Younes, un bambino libanese di 11 anni morto il 28 marzo.
Mentre la BBC ha riportato che la famiglia di Jawad era legata a Hezbollah, tanto che lui ammirava “l’idea del martirio”, l'”Associated Press” ha taciuto su questo aspetto, parlandone solo come di un bambino che voleva diventare ingegnere.
Un altro aspetto taciuto da molti media è che è morto assieme a suo zio. Al loro funerale, una delle bare era avvolta da una bandiera di Hezbollah, indicando che probabilmente lo zio era un membro dell’organizzazione terroristica. Nel qual caso, probabilmente era lui il bersaglio dell’attacco, non il nipote.
Fonti poco attendibili
Nei loro ultimi servizi, sia l'”Associated Press” che “France 24” hanno citato come fonte il medico Ghassan Abu-Sittah. Tuttavia, precedenti ricerche di “HonestReporting” hanno svelato che si tratta di un personaggio poco raccomandabile.
Nel novembre 2023, Abu-Sittah ha sostenuto teorie complottiste secondo le quali Israele usava il fosforo bianco, negando al tempo stesso che Hamas utilizzasse gli ospedali per scopi militari. E nel marzo 2025, ha elogiato pubblicamente Hamas parlandone come di “resistenza”. Ma nonostante questi precedenti, i media occidentali lo hanno ripreso come se fosse una fonte imparziale.
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Non lo trovo sul sito e da qui non è condivisibile ?????
Cioe’ siccome 168 bambini sono solo l’8% dei 1800 morti, mentre per rispettare la vera percentuale di bambini sull’insieme della popolazion,e i bambini morti avrebbero dovuto essere circa 470 (il 26% di 1800 se non sbaglio), allora non si puo’ dire che i bambini siano stati presi di mira.
Ho capito bene?
Questo non è contro i soldati di nessuna nazione, beninteso.
Ogni guerra produce gli stessi risultati; é la guerra che mette i civili, e soprattutto i civili più deboli, in pericolo.
La menzogna è pietra angolare del mainstream, facile da attuare e costa zero sacrifici agli pseudogiornalisti. Quando poi è utile per fomentare l’antisemitismo allora diventa una costante, un marchio di fabbrica. Non ce la faccio più….