5 pensieri su “La sinistra italiana e l’antisemitismo”

  1. Per la precisione, Marr ha fabbricato il termine Antisemitismus per sostituire Judenhass, odio per gli ebrei, che suonava male, ma con lo stesso identico significato. Questo va sempre precisato per quelli che “ma anche i palestinesi sono semiti quindi i primi antisemiti sono gli ebrei” – fermo restando che né gli ebrei in generale, né gli israeliani in particolare, odiano i palestinesi: semplicemente, per poter sopravvivere, bisogna che se ne difendano.

  2. Bisognerebbe sapere cosa i suddetti amici conoscono di Israele, della sua società e della sua vita politica, cos’è che non si riassumono nel “babau” Netanyahu, cui ormai si attribuiscono nequizie di ogni tipo a partire dai tempi di Ponzio Pilato. Il punto che non è chiaro a molti è che in Israele, una democrazia, l’opposizione a Netanyahu è forte e per molte ragioni, ma sulla guerra a Gaza, dopo decenni di missili tirati contro le comunità israeliana confinanti, dopo decenni di terrorismo e dopo il pogrom del 7 di ottobre, vi è, comprensibilmente, una compattezza assai solida. Ma gli antisemiti per volontà o per caso poco si curano di questi dettagli. Essi detestano lo Stato ebraico e Israele a prescindere, senza conoscere alcunché della realtà o della geopolitica. Allo stesso modo essi detestano gli ebrei tutti senza minimamente conoscerli e senza conoscere la loro cultura o le loro tradizioni. Detestano l’ebreo e per questo non lo vogliono conoscere, perché la giudeofobia non ha bisogno di sottili ragionamenti ma capri espiatorî.

    1. Penso che l’odio per gli ebrei cresciuto e alimentato nei secoli sia dovuto anche al fatto che non hanno mai voluto assoggettarsi a popoli ed eserciti stranieri invasori della loro terra d’origine e che pur di non rinunciare alla loro identità, alle loro tradizioni e alla loro cultura hanno dovuto abbandonare la loro terra e nei luoghi stranieri lontani dove si insediavano, non abbiano accettato di volersi assimilare con le popolazioni e le culture locali che li ospitavano o cercavano di tollerarli.
      Così facendo mantennero una distinzione netta con le tradizioni locali e questo probabilmente fece accrescere un risentimento in alcune parti della popolazione più legate ai valori e alle identità locali (diciamo fanatismo) o provocato dai sovrani o governi locali per distrarre la popolazione dai problemi economici per esempio, che sfociava prima o poi in scontri e violenze.

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