

Tra candidature imbarazzanti e scissioni personali, la destra radicale britannica sembra impegnata soprattutto a combattersi da sola. Dopo il precedente di Gorton e Denton, Reform UK rischia di ripetere errori già pagati alle urne, mentre Rupert Lowe erode consensi con Restore Britain. In questo scenario, la corsa di Andy Burnham verso Westminster appare meno una scalata che una strada progressivamente liberata dagli avversari.
Il 18 giugno si vota a Makerfield, elezione suppletiva aperta dalle dimissioni del deputato Josh Simons per fare posto ad Andy Burnham, sindaco di Manchester.
Sulla carta, un collegio tutt’altro che sicuro per il Labour, in un’area che aveva votato fortemente per la Brexit e dove Reform Uk, il partito di Nigel Farage va per la maggiore.
Nel frattempo nel partito laburista è guerra aperta tra l’ala blairiana e la sinistra, con Wes Streeting che ha tentato una sfida a Starmer senza avere i numeri e ha perso.
Burnham è il candidato della sinistra, ma per vincere a Makerfield è costretto ad ammorbidire le sue posizioni – sull’Europa, sull’immigrazione, sulla politica economica di Rachel Reeves – al punto che l’elettorato comincia a chiedersi in cosa si distingua da Starmer.
Sul fronte avversario, Reform si presenta con un candidato già travolto da dichiarazioni misogine – post rimossi ma ripescati dalla rete, con posizioni estreme sull’aborto e sui diritti delle donne – e con un problema strutturale più profondo: la difficoltà di trovare candidati credibili sul territorio, che porta il partito ad arruolare chiunque, con risultati già visti alle elezioni suppletive a Gorton e Denton, dove Reform è stato sconfitto dai Verdi.
A complicare ulteriormente il quadro per Farage, la destra è spaccata tra Reform, Restore Britain e Conservatori, con l’irruzione di Rupert Lowe e il suo nuovo partito Restore Britain.
Lowe, ex deputato di Reform, ha rotto con la leadership di Nigel Farage dopo una serie di tensioni interne. Lowe ha poi fondato Restore Britain, beneficiando del supporto di Elon Musk, che lo ha amplificato e rilanciato su X. Una sorta di “Vannacci britannico”, con dinamiche simmetriche: comparsa simultanea, capitalizzazione mediatica, posizionamento analogo vicino alla destra americana e a Mosca.
Alla fine, ciò che avrebbe dovuto complicare la traiettoria di Burnham finisce per semplificarla: mentre la destra radicale si disperde in una competizione più interna, lo sfidante laburista di Starmer si ritrova con una strada verso Westminster meno impervia di quanto fosse stata immaginata solo pochi giorni fa.
Ne ho parlato su Radio Radicale:
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