

La sensazione di essere in un’assemblea studentesca permanente è sempre più forte. Le ultime violenze contro il docente universitario di Pisa, Rino Casella, da parte degli studenti pro-Pal aderenti a “Cambiamo rotta”, la conferma. E come in ogni assemblea studentesca, rifacendoci agli anni ’70 che abbiamo vissuto, il più del detto e del pensato è fuori da ogni logica dialettica costruttiva e democratica. Allora, come oggi, si doveva essere di qua o di là.
L’esaltazione della polarizzazione ideologica e l’egemonia culturale della sinistra più massimalista ed oltranzista, oltreché violenta, hanno determinato danni politici e culturali rilevantissimi. Soprattutto alla sinistra italiana, incapace di uscire dall’angolo e di diventare forza riformatrice in un contesto liberale e di libero mercato.
L’ascesa di Elly Schlein nel Partito Democratico, forza politica che dovrebbe essere l’evoluzione di quella sinistra unita al moderatismo sociale cattolico, ha però di fatto segnato un ritorno al passato. Un passato movimentista, vicino a gruppi estremistici, pronto a giustificare o quantomeno a stare in silenzio di fronte alle violenze ideologiche.
Un passato che non riconosce aggrediti ed aggressori o che se lo fa lo fa timidamente, facendo sempre distinguo, lavorando sulle sottigliezze tattiche per non “rompere il fronte” o il campo largo dell’attuale opposizione anti meloniana che prima era anti berlusconiana.
E questo essere “anti qualcuno” ha relegato la sinistra a sostenere i governi tecnici ed a non elaborare una vera strategia di governo quando si fosse presentata l’occasione. Anche adesso è un’opposizione ben lungi dall’esercitare, ad esempio, la vitalissima (per un Paese democratico e liberale) la funzione di “governo ombra” con il personale politico impegnato a controllare atti su atti del governo in carica, a fare il pelo e contropelo politico ed amministrativo a chi governa.
E siccome siamo in un sistema politico sostanzialmente bipolare, le alleanze politiche, le coalizioni, sono piene di ricatti interni. Così, il PD sposa la causa palestinese dopo il 7 ottobre dimenticandosi totalmente degli ostaggi ancora in mano ad Hamas e del pogrom di quel giorno contro i kibbutz israeliani, dei 1.400 morti e della ferita profonda nel popolo israeliano.
Ed ancora, riconosce sì che il regime assassino di Putin ha aggredito l’Ucraina il 24 febbraio del 2022 ma traccheggia sulle forniture di armi all’aggredito, fa i distinguo, in Parlamento UE si spacca sulle risoluzioni in questo senso, ritiene che non si debbano aumentare gli investimenti per la difesa dell’Italia e dell’Europa perché bisogna creare una difesa unica europea, ben sapendo che questo richiede decenni finora trascorsi invano.
Insomma, l’assemblea studentesca permanente della sinistra (ma il Movimento 5 Stelle di sinistra non è mai stato e non lo sarà), guidata dalla Schlein tallonata da Conte, non riesce a terminare e non riesce ad approvare una linea politica che sia rapportata alla realtà dei fatti e delle nuove dimensioni storiche e geopolitiche. I partecipanti non avvertono l’alito malefico di una storia contemporanea ma antica che vuole la caduta dell’occidente e la scomparsa della società aperta.
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