

Il Regno Unito e l’Europa si trovano in un momento di estrema vulnerabilità. A lanciare l’allarme è Mike Martin, deputato britannico dei Liberal Democrats, che in un recente thread su Twitter ha delineato un possibile scenario in cui la Russia potrebbe testare l’articolo 5 della NATO e, nel farlo, minare l’intera alleanza.
Martin, appena rientrato nel Regno Unito dopo una visita in Estonia con una commissione parlamentare, evidenzia una realtà preoccupante: la sicurezza europea è stata per anni affidata agli Stati Uniti, ma oggi questa garanzia appare sempre più fragile. Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, il sostegno americano alla NATO è incerto, con un’ambivalenza che potrebbe facilmente trasformarsi in aperta ostilità nei confronti degli alleati europei.
L’Europa senza il supporto USA: un’occasione per Mosca
Secondo Martin, la percezione di una NATO indebolita rappresenta per la Russia un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. Se gli Stati Uniti non sono più disposti a garantire l’articolo 5 – la clausola di mutua difesa che sancisce che un attacco a un membro dell’alleanza è un attacco a tutti – allora Mosca ha tutto l’interesse a testarne i limiti.
Come potrebbe farlo? Lo scenario descritto da Martin è semplice e inquietante.
Attualmente, in Estonia sono dispiegati circa 900 soldati britannici e 300 francesi, integrati nelle forze di difesa estoni e sotto il comando dell’esercito locale. Le truppe britanniche hanno sede a Tapa, a circa 70 miglia dal confine con la Russia, mentre la città di Narva, al confine, ospita una significativa comunità russofona.

Secondo Martin, la Russia potrebbe decidere di testare la determinazione della NATO attraverso un’operazione ibrida: “omini verdi” (militari senza insegne, come già visto in Crimea nel 2014), incursioni oltre confine, o un pretesto costruito ad arte per “proteggere” la popolazione russofona locale.
A quel punto, il governo estone ordinerebbe alle sue forze di avanzare per rafforzare il confine e, in quanto parte della loro divisione militare, i soldati britannici e francesi dovrebbero seguirli.
Il momento critico: gli USA si tirano indietro
Nel frattempo, il comandante britannico in Estonia chiederebbe istruzioni a Londra. Ma Londra, prima di prendere qualsiasi decisione, chiamerebbe Washington per chiedere se gli Stati Uniti siano pronti a sostenere un intervento. Parigi farebbe lo stesso.
Le risposte tardano ad arrivare. Gli estoni, sempre più sotto pressione con Narva ormai mezza occupata da forze russe, sollecitano i britannici e i francesi a intervenire. Ma Washington non risponde, e quando finalmente si riesce a raggiungere Trump – magari su un campo da golf, come ironizza Martin – la posizione americana è chiara: gli Stati Uniti non interverranno.
Senza il supporto americano, il Regno Unito e la Francia non rischierebbero uno scontro diretto con la Russia. Londra ordinerebbe quindi ai propri soldati di non muoversi, lasciando gli estoni da soli di fronte all’invasione.
La fine della NATO?
In un attimo, la credibilità dell’articolo 5 crollerebbe. Se un paese membro viene attaccato e gli alleati non intervengono, la NATO cesserebbe di esistere come alleanza difensiva. Per il Regno Unito sarebbe una sconfitta umiliante, una delle più grandi della sua storia recente.
Martin conclude il suo ragionamento con un appello alla politica britannica: il governo e il pubblico del Regno Unito non sembrano consapevoli della portata del rischio in Estonia, ora che il sostegno americano alla NATO è così incerto.
L’Europa, avverte Martin, sta vivendo un momento critico e deve agire in fretta, prima che la Russia metta alla prova l’alleanza e la trovi impreparata.
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Sul piano giuridico (prescindendo quindi da qualsiasi considerazione sulla gravità di quanto ipotizzato), commento: non è, questa, la fine del diritto internazionale stesso?
Penso, a volte – ma è una reazione emotiva, lo comprendo – che il concetto di diritto internazionale che mi hanno insegnato sia un grande bluff.
Un articolo 5 messo lì, a bella posta, per regolare un meccanismo di difesa solidale, il quale resiste 70 anni solo perché, per fortuna, non viene mai applicato veramente, ma che alla prima occasione di reale e piena applicazione si squaglia come neve al sole.
Il diritto internazionale generale, pacta sunt servanda, ecc. ecc. Bla Bla bla?