4 pensieri su “La Rowling, mio figlio e io – Dialogo sui transgender

  1. Grazie della riflessione e delle considerazioni personali, Alessandra.
    Due anni fa sentii una interessantissima lezione alla Scuola di Liberalismo della Fondazione Luigi Einaudi sul tema gender, nella quale si distinguevano ben quattro tipi di gender differences: gender identity (man, woman, queer), gender appearance (masculine, feminine, androgynous), biological sex (male, female, intersex), sexual orientation (homosexual, heterosexual, bisexual).
    Se qualcuno volesse approfondire, mi permetto di suggerire la visione, la lezione è disponibile su YouTube.
    Riccardo

  2. Interessante. Vorrei porre un mio dilemma, schematizzando: se si vuole, o qualcuno pretende, che i tans siano considerati “normali”, allora si rinuncia ad indagare sulle cause che possono essere all’origine, altrimenti si viene accusati di considerarli malati da curare, cosa che in effetti in un certo senso sono, infatti la transizione avviene tramite la medicina. Mi chiedo se sia giusto rinunciare moralisticamente a fare ricerca scientifica, ad esempio, si sa che un’alta concentrazione di ftalati (p-fas) nell’acqua provocano nei pesci l’inversione, e nei maschi umani sterilità e femminilizzazione (io vivo in Veneto vicino alla vasta zona colpita da questo inquinamento). Temo che per moralismo si rinunci a studiare e capire a fondo.
    Un cordiale saluto Liliana Corrà @Lialacor

    1. Uno dei grossi problemi negli USA, Canada e in Uk è che il rischio di accusa di transfobia e di pratiche di riorientamento (bandite) impediscono ai medici e ai professionisti di investigare le cause per poter distinguere i veri casi di disforia (dove la transizione aiuta i ragazzi a vivere meglio) da un’altra vasta gamma di problematiche (autismo, vittime di violenza fisica o psicologica o semplicemente persone che non conformandosi in tutto temono di appartenere all’altro sesso)
      per le quali la transazione è non solo controindicativa ma diventa a suo tempo una forma di orientamento sessuale rovesciato in cui evitando di investigare su altre condizioni si propone la transizione come cura.
      Il problema è che i medici che si oppongono vengono licenziati e le filosofe che contrastano le teorie di Judith Butler prima o poi sono costrette a lasciare le cattedre (come Kathleen Stock, Debrah Sox e altri).

      1. Sarebbe molto meglio che la comunità LGBTQIAPK+ si impegnasse per un approccio scientifico senza pregiudizi, peraltro accusando chiunque di pregiudizi e fobie. Temo la loro aggressività, percepisco odio distruttivo nel loro impegno a favore di hamas, houthi, islamo-marxismo e ogni genere di perversione.

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