4 pensieri su “La nostra barricata contro l’antisemitismo che non accetta patenti da nessuno

  1. Sig. Piperno leggo, in ritardo incolpevole, il suo articolo e lo condivido al 95%.

    Personalmente non sono incline a considerare tutta la popolazione di Gaza alla stessa stregua dei seguaci di Hamas dato che una buona parte ritengo essere, purtroppo, ostaggio dei sanguinari terroristi. Concordo la sua posizione nei confronti di Bibi ma aggiungo che lui, il suo staff ed i vertici militari hanno commesso un errore strategico forse più grave della mancata difesa attiva del popolo israeliano.

    Non solo hanno preso decisioni gravi ed importanti in un momento di emotività compromessa (non sto dicendo che non avrebbero dovuto attaccare Hamas a Gaza nè che non avrebbero dovuto attaccare Hezbollha in Libano) ma SOPRATTUTTO non hanno compreso che, oltre alla guerra sul campo si sarebbe dovuta combattere una guerra ibrida nel DOMINIO COGNITIVO voluta/cercata e condotta con maestria da Hamas e dai suoi sodali. Una guerra questa molto più subdola e pericolosa di quanto non lo sia stata la guerra dello Yom Kippur nel 1973.

    Una debacle totale da ascrivere al governo Netanyahu ed ai vertici militari da lui voluti e che ancora non sono stati presi a calci nel sedere dalla popolazione israeliana.

  2. Bell’articolo che descrive in maniera chiara un fenomeno sempre più esteso in questo periodo. Io credo che il problema grosso per questo tema sia la non conoscenza. Come viene anche rilevato chi prende posizioni di questi tempi lo fa solo per schierarsi e sentire un senso di appartenenza a una fazione, raramente si informa e si documenta prima di fare una scelta. Io ammetto di non conoscere benissimo tutta le storia di quei territori però cerco almeno di raccogliere informazioni in modo da avere un’opinione motivata. Per questo motivo non posso che condividere la condanna delle azioni e dei piani di Netanyahu e allo stesso tempo schierarmi con quella parte del mondo ebraico che è contraria al tale operato e che a mio avviso va sostenta con forza.

  3. Sottoscrivo rigo per rigo (grazie per la lucidità) con un solo dubbio su questo passaggio: “se i palestinesi hanno legittimamente deciso di affidarsi alle mani sanguinarie di Hamas nella tragica illusione di salvaguardare così la loro causa territoriale”. Non credo si possa parlare di “scelta”, là dove c’è assenza di democrazia e accade quel che abbiamo visto accadere nella guerra civile di Gaza tra Palestinesi del 2007, dove si affrontarono Hamas e Fatah. Chi dissente viene barbaramente ucciso e come ha detto lucidamente Edith Bruck: “Se gli Israeliani non coincidono con il loro governo, i palestinesi non coincidono con Hamas”.

  4. “Quelli che” hanno avuto la soddisfazione di avere un pretesto.
    “Quelli che” sono i distinguisti, “quelli che” legittima difesa è solo degli amici (tali dichiarati da loro), quando proprio debbono ammetterne l’esistenza.
    “Quelli che” hanno smarrito ogni istinto di sopravvivenza, persi nelle distinzioni del pensiero di genere, del lessico di genere.

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