

I libri di storia sono disseminati di nomi maschili. Sono gli uomini che spesso vengono ricordati per le grandi imprese, le grandi opere e le grandi rivoluzioni.
Per secoli, se non addirittura millenni, le donne sono state relegate ai margini, al massimo nel ruolo di mogli o amanti. L’arte, la letteratura, la musica e, più in generale, la Storia vedono il predominio maschile, salvo rarissimi casi.
Eppure le donne esistevano. E, nella loro esigua e dimenticata dimensione domestica, hanno condotto piccole rivoluzioni. Di questo narra il nuovo romanzo di Alessandra Libutti, La memoria del giglio, edito da Rizzoli.
La memoria del giglio è il romanzo perfetto che vi accompagnerà durante le vacanze di Natale. Da leggere sul divano, con una bella tazza di tè in mano e, per i più fortunati, il camino scoppiettante in sottofondo.
È una saga familiare al femminile, ambientata a Volterra, che si muove dalla seconda metà dell’Ottocento fino al secondo dopoguerra. Un libro ricco di Storia e storie, emozionante, che trascina il lettore pagina dopo pagina.
La vicenda prende avvio nel 1872, quando il conte Lodovico Ruggieri Buzzaglia sposa, con enorme scandalo, Adele, una giovane di umili origini che svolgeva la mansione di serva nella casa nobiliare.
Eppure Adele riesce a inserirsi perfettamente nel nuovo tessuto sociale, adempiendo al meglio al suo ruolo di contessa. Come? Mettendo al mondo una schiera di figli. Alcuni sopravvivranno, altri non vedranno la luce, altri ancora moriranno bambini.
A raccontarci la storia dei Ruggieri Buzzaglia è la voce di Livia, la quarta di otto fratelli. Osservando la madre provata dalle continue gravidanze e dai ripetuti aborti, Livia fa una promessa a se stessa: non genererà mai la vita.
Un voto quasi sovversivo per una bambina nata nel 1877, quando il ruolo della donna si esauriva nell’essere moglie e madre.
Ma Livia non è l’unico animo rivoluzionario della famiglia. Anche la primogenita Barberina, per tutti Babà, trova il coraggio di affrontare il padre e le convenzioni sociali: prima chiedendo il permesso di diplomarsi maestra, poi abbandonando la casa familiare ancora nubile per andare a insegnare in uno sperduto paesino di montagna.
Sullo sfondo scorrono le vicende della casata, destinata a finire sull’orlo del fallimento e salvata per un soffio dalle capacità imprenditoriali e dall’adattamento della contessa Adele.
E, ancora più lontana, la Storia di un Paese che ha affrontato decenni di cambiamenti: due guerre mondiali, il ventennio fascista, una modernità che lentamente bussa alla porta.
A raccontarci tutto ciò è la voce di una donna, che rende giustizia a quattro generazioni femminili.
La memoria del giglio è una bellissima saga familiare, un puntuale romanzo storico, un’opera con cui l’autrice rende omaggio alla propria famiglia e alle donne che l’hanno preceduta e ispirata.
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