


Un recente sondaggio mostra che il 51% dei libanesi considera la presenza armata di Hezbollah dannosa per la sicurezza nazionale. La maggioranza sostiene gli sforzi del presidente Joseph Aoun per rafforzare l’esercito e negoziare il disarmo del gruppo. Crescono, inoltre, le aperture verso una futura pace con Israele.
Il 51 per cento dei libanesi è convinto che la presenza di Hezbollah come forza armata sul territorio stia danneggiando la sicurezza del Libano. A rivelarlo, un recente sondaggio di YouGov realizzato per conto del Council for a Secure America.
I risultati
Il sondaggio è stato condotto in tre ondate per monitorare i cambiamenti in seno all’opinione pubblica libanese. L’ultimo è stato condotto intervistando 260 civili libanesi nel maggio di quest’anno, mentre i precedenti sono stati condotti su 252 intervistati a gennaio e su 253 ad ottobre dell’anno scorso.
Secondo il “Jerusalem Post”, il sondaggio presenta un margine di errore di cinque punti percentuali, con un livello di attendibilità del 95%. Solo l’11% degli intervistati ha dichiarato di ritenere che la presenza armata di Hezbollah abbia migliorato la sicurezza del Libano, e il restante 38% non si è espresso o si è rifiutato di rispondere alla domanda.
Il 58% degli intervistati ha dichiarato di sostenere gli sforzi del presidente libanese Joseph Aoun per rafforzare l’esercito e negoziare il disarmo di Hezbollah, affinché le uniche forze armate presenti in Libano operino sotto l’autorità del governo. Tuttavia, il sostegno è leggermente diminuito rispetto a gennaio, quando la percentuale era del 63%. Solo il 10% ha detto di non appoggiare gli sforzi di Aoun.
I rapporti con Israele
Per quanto riguarda cosa potrebbe succedere a lungo termine nei rapporti tra Gerusalemme e Beirut, il 41% ha detto che probabilmente ci sarà la pace, anche se solo il 32% ha detto che sosterrà la normalizzazione con Israele dopo una soluzione a lungo termine per la questione palestinese, e il 27% prevede che la pace sarebbe improbabile. Solo il 19% degli intervistati ha detto che non sosterrebbe la normalizzazione con Israele neanche se la questione palestinese fosse risolta.
Tra i cristiani, il 43% si è dichiarato favorevole alla normalizzazione dei rapporti con Israele, contro il 28% dei musulmani. Tuttavia, in entrambi i segmenti religiosi sembra essere aumentata la percentuale dei favorevoli alla pace con Israele, almeno se si mettono a confronto i dati di maggio con quelli di gennaio. Nel sondaggio di gennaio, solo il 19% dei musulmani e il 37% dei cristiani appoggiava apertamente la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra i due paesi.
Passando dalle distinzioni sulla base del gruppo religioso a quelle in base alla fascia d’età, sembra che gli adulti e gli anziani vedano un eventuale accordo di pace più favorevolmente rispetto ai giovani. In particolare, il 47% dei libanesi che hanno più di 45 anni sembrano pensare che la normalizzazione dei rapporti possa aiutare la crescita economica e la stabilità del Libano, mentre tra gli intervistati più giovani la percentuale di chi la pensa così scende al 29%.
Nonostante una parte significativa della popolazione libanese sia favorevole ad un eventuale accordo di pace, rimangono in molti quelli convinti che il Libano debba mantenere le leggi che criminalizzano i rapporti con Israele. Il 32% degli intervistati ha detto che tali leggi dovrebbero essere mantenute, il 28% che andrebbero abrogate e il restante 40% non ha voluto rispondere.
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Veramente un sondaggio condotto su 260 persone su 6 milioni, ossia sullo 0,004% della popolazione è in grado di dare informazioni su che cosa pensano “i libanesi”? Mah…