


Una vittoria elettorale che ridefinisce i confini politici ungheresi e apre scenari inattesi in Europa. Tra pragmatismo riformatore, posizionamento internazionale e possibili riallineamenti italiani, emerge l’ipotesi di un nuovo spazio liberal-conservatore capace di superare la polarizzazione populista.
Tisza, il Partito del Rispetto e della Libertà, ha vinto le elezioni ungheresi. Rispetto e libertà rappresentano valori dal sapore liberale, ma Peter Magyar che pesce è? Un liberale classico? Un sovranista moderato? Di certo non lo conosco abbastanza per esprimere opinioni trancianti, quindi mi affido alle posizioni che, per quel che vale, ha espresso nel corso della campagna elettorale.
L’identità che ha cercato di conferire al suo partito, Tisza, è pragmatica e riformatrice: un centro liberale alternativo alla sinistra e smarcato dal sistema di potere di Viktor Orban. Si è rivolto a un elettorato trasversale, mettendo in secondo piano la tradizionale divisione fra destra e sinistra.
In effetti sembra aver raccolto consensi non solo fra gli elettori di Orban delusi dal suo nepotismo e, in generale, dalla cattiva gestione della cosa pubblica, ma anche in un ambito definibile più “qualunquista”, tipicamente orientato all’astensione e, in parte, fra gli elettori progressisti.
Su temi come la protezione dei confini e il controllo dell’immigrazione, mantiene posizioni vicine a quelle della destra tradizionale e attribuisce grande importanza al patrimonio culturale nazionale e alle radici cristiane del Paese. Ma ciò che più distingue la visione liberal-conservatrice di Magyar da quella più autoritaria di Orban riguarda il posizionamento internazionale: sostegno all’Ucraina, difesa dei valori occidentali, costruzione di un’Unione Europea autonoma militarmente e politicamente autorevole e indipendente.
Questa esperienza ungherese ci dice qualcosa sul piano europeo, ma forse ci segnala qualcosa di spendibile anche sul piano nazionale.
Sul piano europeo, il cosiddetto Gruppo di Visegrad, formato da Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, può uscirne rafforzato e può ambire a un ruolo di primo piano nell’accelerazione del processo di integrazione europea. L’Italia potrebbe scegliere di aggregarsi al gruppo, puntando forse ad acquisirne la leadership: in fondo, le posizioni putiniane di Orban rappresentavano per Meloni più fonte di imbarazzo che ragione di alleanza.
Un ruolo attivo italiano nel gruppo di Visegrad concorrerebbe a riposizionare Meloni in un’area liberal-conservatrice alternativa alla sinistra e distinta dalla destra di Salvini e, ancor più, di Vannacci e, in generale, dalla destra cosiddetta Maga, tanto quella europea quanto quella americana. In fondo, anche la recente presa di distanza dalle esternazioni di Trump e dalla sua politica favorisce questa ipotesi.
Questo fantapolitico, ma non impossibile, riposizionamento del partito meloniano determinerebbe la necessità di un patto di unità di intenti con le forze di ispirazione liberale, a partire naturalmente da Forza Italia, tanto sul piano europeo quanto su quello nazionale.
In questo scenario, gli stessi Calenda e Marattin non potrebbero permettersi di stare a guardare e sarebbero chiamati a interpretare un ruolo che potrebbe non essere così marginale nella costruzione di questa prospettiva.
Non so se quanto ho prospettato sia davvero realistico o forse rappresenti solo ciò che, in fondo, auspico. So però che, se mai qualcosa di simile fosse davvero realizzato, allora, finalmente, il superamento della dialettica politica bi-populista, fondata sulle due “curve”, come non a torto le definisce Marattin, diventerebbe davvero possibile.
Inserisci la tua mail per non perdere nessuno dei contenuti di InOltre. Ogni volta che pubblicheremo qualcosa sarete i primi a saperlo.
*Iscrivendoti alla nostra newsletter accetti la nostra privacy policy

Il Club InOltre nasce per creare una community tra chi InOltre lo scrive, chi lo legge e chi lo sostiene. È il desiderio di creare punti di incontro digitali e, quando possibile, anche fisici – dove scambiarsi idee, discutere, conoscersi da vicino.
Un Club che unisce tutti quelli che contribuiscono alla buona riuscita d’InOltre e al suo successo.
InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908



Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
