1 ha pensato a “La lezione dei “barbari”: la Norvegia, il Brasile e il trionfo della comunità

  1. Buongiorno Alessandro. Non ho visto la partita, ma mi pare di cogliere una contraddizione in ciò che dici: non dubito della splendida unità di intenti della squadra norvegese, però anche tu metti in evidenza la figura trainante del biondo vichingo. In ogni società, la meglio organizzata, serve comunque una figura di rilievo che faccia da catalizzatore, regista, ispiratore. Serve insomma quel guizzo di genialità individuale che porta la compattezza alla vittoria. Nadia Mai

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