Qualche giorno fa, durante una live sul canale YouTube “Parabellum”, è accaduto qualcosa di molto grave ed inusuale. Un vero e proprio atto di guerra ibrida, volto a censurare il debunking sulle parole pronunciate da Marco Travaglio sull’Ucraina durante l’evento “Breaking Italy Night”.
La diretta, infatti, è stata sospesa, in conseguenza di una segnalazione di massa a YouTube per “molestie e bullismo”. Naturalmente non era presente alcun contenuto che potesse giustificare tale segnalazione, verosimilmente avvenuta attraverso l’utilizzo di bot (qui per vedere “Come i bot ci hanno bloccato“), che dopo la vodka sono oramai diventati il marchio distintivo della Russia nel mondo.
Alla live partecipava Emiliano Brogi del canale YouTube “Ball Don’t Lie”, che il 5 febbraio 2024 ha pubblicato un ottimo video di fact checking in merito alle balle raccontate da Travaglio. Potete trovare il video cliccando su questo link: davvero notevole.

Quanto accaduto solleva una serie di questioni. È chiaro come l’utilizzo di bot nei social media porti con sé numerose criticità: interazioni gonfiate, profili fittizi ed ingannevoli, algoritmi che vengono indirizzati in maniera fraudolenta. Inoltre i bot agevolano l’esecuzione di reati informatici. È probabilmente giunto il momento di introdurre una legislazione adeguata sul tema.
Considerata la gravità di questa tentata censura, come redazione di inOltre vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Mirko Campochiari ed Emiliano Brogi. Vogliamo altresì contribuire a diffondere il più possibile il video e a fare la nostra parte per contrastare la disinformazione.
Se qualcuno vuole che i fatti vengano oscurati, questa è una ragione ulteriore per metterli ancor più in evidenza.
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