Trilogia – scritto uno
Scrivere della Palestina e dei palestinesi non è già di base molto facile, e lo è ancor meno quando le analisi e le considerazioni affondano le loro radici sul vissuto personale. Diviene difficile rendere partecipi di idee ed esperienze quando queste sono personali, e quasi impossibile quando, come in questo caso, la storia e la cronaca raccontano la progressiva perdita di umanità di un popolo e l’asservimento dello stesso alle ideologie fanatico religiose dei soliti “pastori di greggi”.
Ci provo con una serie di articoli che saranno fra loro correlati, alcuni già usciti sui social ed arricchiti, alcuni del tutto inediti. L’insieme delle letture dovrebbe dare un quadro di insieme spero sufficientemente completo da far porre un pò di domande agli assolutisti di ambedue le parti. Completerà il mio tentativo di definizione del quadro la menzione di articoli della Libutti che sono estremamente significativi in questa direzione
Il 12 Ottobre 2023 scrissi:
“Posto anche qui alcune considerazioni personali scritte altrove, basate se esperienze dirette.
Gaza non sarà evacuata perchè è tecnicamente impossibile, nessuno stato (islamici compresi) accoglierà gente ad alta radicalizzazione e ad alto rischio terroristico.
La striscia non è un unico conglomerato urbano, anzi, ci sono molte aree non urbane dove potrebbero spostarsi gli abitanti delle città, anche nella stessa città vengono definite le zone sicure, ma alle comunicazioni dell’IDF hamas manda le sue di non spostarsi
La possibilità di un accordo politico è tramontata anni fa, ben prima del Licud di BiBi e della loro criminale politica degli insediamenti, con la perdita di leadership da parte dell’OLP (e la successiva distruzione della stessa ad opera di Hamas)
L’attuale scenario IMHO ha solo due sviluppi statisticamente significativi
1 – distruzione di Hamas nel territorio di Gaza
2 – resa per disperazione di Gaza che consegna i miliziani
Non credo in alcuna alternativa politica almeno fino a quando non si manifesterà, se mai accadrà, un interlocutore palestinese moderato; molti dei militari dell’IDF “storici” e la sinistra israeliana appoggerebbero a quel punto una ipotesi di tipo politico, ma mai prima, perchè Hamas ha innalzato il livello fino a portare Israele a percepire una seconda shoa, e se non cambia il quadro di riferimento generale gli Israeliani non si fermeranno fino ad aver eliminato l’ultimo miliziano a Gaza.
Il costo politico che Israele potrebbe un domani sostenere, anche esistesse nell’ambito degli stati civili, non gli interessa in alcun modo, e ad ogni modo, il livello di caos provocato dai massacri di Hamas è tale che nessuno stato non canaglia dirà nulla di nulla.
In merito ai bombardamenti su edifici civili che i soliti noti utilizzano per comparare Israele alla Russia, ricordo che Ginevra stabilisce che gli edifici civili possono essere utilizzati dai militari se non ci sono alternative valide nel contesto bellico, e che quindi diventano bersagli legittimi con forza proporzionale al tipo di asset che costituiscono; Hamas ha realizzato decine di minipostazioni nei palazzi di Gaza, sono mostrati dai loro stessi video (centinaia), dalle torri lanciano i droni, dalle cantine tirano con i mortai, nelle botteghe sono nascosti piccoli lanciarazzi multipli carrelabili
Tutto ciò porta a legittimare l’attacco di quegli edifici; la proporzionalità dell’attacco è fuori discussione in quanto colpire una cantina non è fattibile e devi tirare giù tutto; ad ogni modo per ridurre per quanto possibile le vittime civili, ma con poco successo perché Hamas impedisce i movimenti ai cittadini di Gaza, l’IDF avvisa su quali zone ci saranno attacchi e prima di abbattere l’edificio utilizza la tecnica del roof knocking per dare un ultimo avviso agli abitanti.
MA, ripeto, la possibilità di questi di scappare è limitata.
Hamas ha compiuto un’azione oltre che oscena totalmente sconsiderata, aprendo le porte all’inferno, per ambedue è una situazione lose-lose, nessuno uscirà realmente vittorioso da questo casino. Perderanno ambedue in modo diverso e diverse migliaia di palestinesi, forse decine moriranno nel mentre
Se ci fosse ancora l’OLP sarei meno pessimista in merito, il loro orizzonte politico e metodologico era completamente differente, dimostrazione che non esiste limite al peggio, in quanto sempre di terroristi si parlerebbe
Ultimo punto. La maggiore responsabilità nelle genesi di questo casino oltre ad Israele, l’hanno gli “equidistanti” che da anni appoggiano senza alcun spirito critico la causa palestinese vista come una sorta di ribellione romantica, senza la minima cognizione di quel mondo.
Questo appoggio politico, che ha toccato anche vari livelli della politica, ha di fatto portato allo sdoganamento del concetto di terrorista che diventa “resistente partigiano” purché palestinese. Peccato che si parli di Islam, con tutto ciò che ne consegue.
Metaforicamente parlando, mentre i palestinesi volevano parlare i “supporter occidentali” urlavano sopra le loro voci per dare potenza (nella loro testa ) alle stesse
Ma le parole e le frasi dell’Islam sono differenti, ed applicare le nostre alle loro travisa tutto
Cito @Majakovsk73 (scrive su X) che ha detto una cosa che esemplifica perfettamente il concetto: “loro non vogliono eroi, vogliono martiri”, il loro obiettivo di vita è ultraterreno, con l’intensità di una filosofia molte volte estrema. Gli arabi moderati (per esemplificare) esistevano, esistono ed esisteranno, ma la comunicazione con loro è interrotta da anni, le loro voci soffocate da quelle degli estremisti e dai supporter che più che appoggiarli vogliono coinvolgerli nel loro grande disegno geopolitico.
ho iniziato con IMHO e lo ribadisco nell’ultimo post, è il mio pensiero legato a tante esperienze personali in quel mondo che per quanto difficile e lontano non è incomprensibile, se come sempre invece di dire idiozie ci si mette ad ascoltare”
A distanza di alcuni mesi aggiungerei che non solo la situazione è sostanzialmente quella prevista, sempre grazie ai “supporter” figli di una fallimentare sinistra storica incapace di evolversi e di adattarsi al dopo-URSS che continua a proporre l’ideale romantico del resistente islamico che se mai esistito è morto decenni fa, si sta ulteriormente sclerotizzando.
L’unica via di uscita alternativa alla distruzione di Hamas che Israele potrebbe accettare, sarebbe la restituzione degli ostaggi o dei loro cadaveri ed una resa della stessa. L’unico modo per poterci forse riuscire sarebbe quello di levare loro tutto il supporto ideologico riportandoli alla loro vera definizione, quella di barbari.
Il martirio ha bisogno di spettatori, se gli togli quelli perde il 90% del suo significato.
(Continuerà)
Oltre che riportarli, consiglio molto caldamente la lettura dei pezzi di Alessandra sotto, utilissimi per entrare nella distorsione ideologica della sinistra post-sovietica incapace di qualunque pensiero critico che non porti ragioni all’antioccidentalismo.
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